Il Consorzio minaccia di chiudere i pozzi

I dirigenti dell’Ente di Bonifica: i sindaci dei nove Comuni devono ordinare lo stop all’irrigazione nel fine settimana
AVEZZANO. Dopo la “ribellione” dei sindaci, con a capo il primo cittadino di Celano, Settimio Santilli, il Consorzio di Bonifica è pronto a «chiudere i pozzi», se i sindaci dell’area fucense non emetteranno l’ordinanza anti-irrigazioni a partire dal prossimo weekend. Mentre tutti attendono un segnale dall’assessore regionale all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, chiamato in campo dal sindaco di Celano, Settimio Santilli, nonché dal Consorzio, per avere lumi sullo stato dell’arte dell’impianto irriguo da 50 milioni di euro: intanto presidente e vicepresidente dell’ente, Gino Di Berardino (nella foto a destra) e Dario Bonaldi, con a fianco i tecnici, preoccupati per il rischio emergenza estiva, rilanciano la richiesta ai sindaci dei nove Comuni, affinché a partire dal prossimo fine settimana facciano scattare le ordinanze di stop all’irrigazione.
«A oggi, purtroppo, è stata riscontrata la disattenzione da parte degli amministratori nell’uniformarsi alle indicazioni impartite. La carenza idrica dovuta alle condizioni climatiche», avvertono Di Berardino e Bonaldi, «andrà inevitabilmente a determinare la secca dei canali, poiché il quantitativo di acqua integrabile è inferiore a quello prelevato dai produttori agricoli nei periodi in cui l’attività irrigua andrà a raggiungere un regime ordinario. In presenza di tale situazione l’attività di integrazione idrica dei canali svolta dal Consorzio, finalizzata a mantenere una riserva adeguata, risulta insufficiente se non accompagnata da fermi programmati dell’irrigazione, al fine di prevenire l’abbassamento dei livelli di acqua nei canali e di preservare le falde acquifere sotterranee». L’Ente, quindi, rinnova l’appello ai sindaci di Avezzano, Aielli, Celano, Cerchio, Ortucchio, Pescina, Luco dei Marsi, Trasacco e San Benedetto dei Marsi, affinché emettano le ordinanze di stop all’irrigazione dalle 13 di sabato alle 24 di domenica. Se non ci saranno risposte anche in questo fine settimana, «il Consorzio», affermano Di Berardino e Bonaldi, «si vedrà costretto, suo malgrado, ad assumere la decisione di chiudere i pozzi». Per le oltre mille aziende, con più di diecimila addetti e un fatturato annuo che si aggira sui 500 milioni di euro, sarebbe una mazzata pesante. Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura, confida nella sensibilità dei sindaci per «evitare emergenze estive. Lo stop all’irrigazione», ricorda, «si fa da sempre. Se i canali vanno a secco allora il problema esplode poiché diventa impossibile ricaricare i canali». Fabrizi plaude, invece, all’iniziativa del sindaco di Celano, per riportare l’impianto irriguo, vitale per il comparto Fucino, in cima alla lista delle priorità della Regione.
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