«Il Convitto è salvo ma servono iniziative per attrarre studenti»

25 Agosto 2019

Cgil e movimenti giovanili auspicano un dibattito sulla scuola «Poche iniziative, tranne quella del mercatino dei libri usati»

L’AQUILA. «Cogliamo favorevolmente la notizia del raggiungimento delle iscrizioni necessarie per scongiurare la chiusura del Convitto nazionale “Domenico Cotugno”. Rimangono tuttavia aperte tutte le questioni da noi sollevate di cui, come più volte affermato, la chiusura del Convitto, decretata dalla non attribuzione dell’organico di fatto degli educatori per mancanza di iscrizioni, è emblematica». Lo si legge in una nota congiunta di Flc-Cgil, Movimento giovanile della sinistra e Unione degli studenti, Link e School in progress.
«La soluzione trovata per il Convitto» si legge nel comunicato, «insegna che la ricerca di alternative può essere perseguita uscendo dall’immobilità e dalla rassegnazione di fronte al calo demografico e alle difficoltà che rendono sempre meno attrattiva la nostra città per eventuali convittori. Come abbiamo già detto, è una soluzione che ci trova d’accordo perché mette in movimento una serie di iniziative concertate tra diversi agenti sul nostro territorio. Ma è temporanea e non è sufficiente. Chiediamo, ancora una volta con forza e determinazione, che non ci si accontenti di aver trovato una soluzione temporanea a un problema strutturale della nostra città e della provincia».
«Crediamo che le criticità del sistema di istruzione e conoscenza», si legge nella nota, «non siano problemi a sé stanti, ma conseguenza e specchio di mancati investimenti economici, culturali, di idee e di impegno nella progettazione di un sistema condiviso ed organico del territorio. Siamo ormai all’inizio di un nuovo anno scolastico senza cambiamenti sul fronte della ricostruzione dell’edilizia scolastica che non si è ancora incanalata in un discorso più ampio sulla ricostruzione sociale della città e delle aree interne del territorio provinciale. Ci sono tavoli istituzionali aperti dove si assumono decisioni che non vengono applicate. È vero che la scuola si ferma due mesi ogni anno per permettere ad alunni e docenti il doveroso recupero psicofisico, ma non si ferma certo la macchina organizzativa ad essa collegata che, anzi, durante il periodo estivo è estremamente attiva per quanto riguarda gli uffici e le segreterie scolastiche competenti alla definizione e alla pianificazione di ogni nuovo anno scolastico. Si ferma invece la politica che di anno in anno lascia insolute le difficoltà del nostro territorio. L’unica iniziativa virtuosa di questa estate cittadina relativamente alla scuola è il mercato dei libri organizzato dall’Uds, a riprova e a conferma che dobbiamo ringraziare i ragazzi e le ragazze di questa città per la capacità di leggere i problemi sociali e di intraprendere iniziative dal basso».
«In conclusione», si legge nell’atto, «plaudiamo alla soluzione per il Convitto, ma chiediamo, di nuovo, con forza che si apra un dibattito ampio e risolutivo sulle criticità del sistema di istruzione e conoscenza nel nostro territorio cittadino e provinciale».
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