Il corteo sfila sotto la pioggia Ma è una festa per i bimbi

29 Agosto 2023

I figuranti partono da palazzo Margherita, è la prima volta dopo il sisma del 2009 Il sottosegretario Bergamotto: «Un onore rappresentare il governo da aquilana»

L’AQUILA. Sfida pioggia e vento, il corteo della 729esima edizione della Perdonanza Celestiniana. Un momento di partecipazione e appartenenza che segna, anno dopo anno, il respiro identitario di una città. Si leggono anche così le parole del sottosegretario del ministero delle Imprese e Made in Italy, Fausta Bergamotto, scelta come rappresentante del governo. «Sono felicissima di essere qui», spiega appena arrivata davanti a palazzo Margherita. «Per me è anche motivo di orgoglio rappresentare come aquilana il governo nella mia città durante la Perdonanza. È veramente qualcosa che non so neanche descrivere passare davanti al picchetto d’onore allestito per questo giorno», ha aggiunto al suo arrivo a piazza Palazzo. «Però devo dire che sono pure orgogliosa di essere qui perché il messaggio di Celestino resta attuale anche se ha oltre 700 anni, specie in questo momento storico in cui le controversie sono tante e valori come la pace, il perdono, la riconciliazione sono elementi fondamentali».
DA PALAZZO MARGHERITA
A quindici anni dall’ultima volta, la Dama della Bolla, Viola Graziosi, e i figuranti principali del corteo di apertura della Porta Santa sono tornati a partire da palazzo Margherita, l’ex sede comunale fino al 6 aprile 2009. Da lì, scortati da un drappello composto da nove unità del Quarto Reggimento carabinieri a cavallo, si sono mossi alla volta della basilica di Collemaggio. «Tanta emozione, tanta responsabilità, tanta bellezza intorno», ha detto Viola Graziosi, «il perdono è un dono, bellissimo, per... te che sei come me, ossia per tutti». Felice anche Valentina Gulizia, scelta come Dama della Croce. «Sono giorni intensi per noi», ha detto la giovane arpista, «abbiamo partecipato a tutti i concerti. Ogni anno, la Perdonanza dà sempre quel qualcosa in più, un'esperienza che coinvolge tante persone. Io ho sempre vissuto la parte musicale, stavolta ho conosciuto tante altre persone che ruotano intorno all’evento, dedicando impegno e passione». Al suo fianco, il giovin signore Carlo Palermo e il sindaco, Pierluigi Biondi. «Quest’anno la Perdonanza ha mantenuto intatto i suoi elementi legati alla spiritualità», ha valutato il primo cittadino, «ma è stata anche una grande e partecipata festa di popolo. Questi sono due fattori che viaggiano insieme, in quanto sono intimamente connessi. L’arte è parte integrante dell’evento».
IL CORTEO
Anche quest’anno, la parte civile ha preceduto quella storica. In testa, il gonfalone della città dell’Aquila, scortato da tre agenti della polizia municipale in alta uniforme. La delegazione dei consiglieri comunali è stata guidata dal presidente Roberto Santangelo. Con lui il vicesindaco Raffaele Daniele, funzionari e dirigenti. Quindi i componenti del Comitato Perdonanza, i componenti della Consulta giovanile e i rappresentanti delle aziende partecipate. Il sottosegretario all’Agricoltura, Luigi D’Eramo e le autorità politiche locali, dal governatore Marco Marsilio al presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, fino al presidente della Provincia Angelo Caruso. All’Aquila anche una delegazione di parlamentari eletti in Abruzzo, i senatori Etelwardo Sigismondi, Guido Liris, Michele Fina e i deputati Alberto Bagnai, Nazario Pagano, Guerino Testa.
Presenti anche il sottosegretario Lucia Albano e il vice segretario generale della Presidenza del consiglio Marco Villani oltre a rappresentanti della Corte dei Conti e Asl, e di enti e istituzioni di ricerca come Gran Sasso Science Institute e Università dell’Aquila, Laboratorio Gran Sasso, Accademia Belle Arti, Conservatorio. Registrato anche il passaggio di stemmi comunali e delegazioni dalle città gemellate: Bisrita (Romania), Erba (Como), Zielona Gora (Polonia), Bernalda (Matera), Rottweil (Germania), Sant’Angelo d’Alife (Caserta), Siena. A seguire, rappresentanti delle forze dell’ordine, della scuola, della Banca d’Italia e delle squadre di soccorso, tra cui Croce Rossa e Vigili del Fuoco.
In corteo anche ordini professionali, Camere di commercio - in testa la Gran Sasso d’Italia - e associazioni cittadine. In chiusura del corteo civile, con il coordinamento del Movimento Celestiniano, i tedofori del Fuoco del Morrone. Nutrito il corteo storico, aperto dai “Bandierai dei Quattro Quarti”, dalla “Compagnia Rosso d’Aquila” e dalla “Virtus Sagittae”. Tra i gruppi in visita quello di Ortona, Mosciano Sant’Angelo, Celano, Antrodoco, Isernia. Presenti anche gli arcieri di “Aquila Invicta” e il Concentus Serafino Aquilano. In chiusura, rappresentanti dei Quattro Quarti cittadini vestiti in costume e gli sbandieratori “Città dell’Aquila”.
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