Il costruttore Iannini: la città va sostenuta

Seduto in penultima fila nella sala polifunzionale «Gino Iannini» – il nome del papà capostipite del gruppo imprenditoriale – Eliseo Iannini spiega così il partenariato con l’Ordine professionale cui...
Seduto in penultima fila nella sala polifunzionale «Gino Iannini» – il nome del papà capostipite del gruppo imprenditoriale – Eliseo Iannini spiega così il partenariato con l’Ordine professionale cui è iscritto. «L’idea è nata dal presidente Gianlorenzo Conti che ha inteso fornire una sede all’Ordine che dopo il sisma era in una casa di legno. Dopo un concorso provinciale si è passati al progetto esecutivo, quindi c’è stato un ulteriore bando per le imprese capitanate da architetti, tra cui la nostra, e siamo risultati assegnatari grazie alla nostra proposta di partenariato. Una bellissima esperienza. Abbiamo fatto tutto in quasi sei mesi: da marzo a ottobre. Poi due mesi per gli interni e siamo qui a tagliare il nastro. Ho voluto lasciare un segnale come gruppo Iannini in collaborazione con l’Ordine. Da aquilano, ritengo giusto che le imprese che lavorano col terremoto lascino qualcosa qui. È stato un segnale di presenza della mia azienda sul territorio». Quanto alla ricostruzione, Iannini la vede così. «Di spiragli ce ne hanno paventati parecchi, oggi la situazione è nebulosa sia per l’avvio dei lavori sia per il pagamento di quelli fatti. Questo è un periodo bruttissimo per le aziende: siamo indietro di parecchi mesi con gli incassi. Spero che il sereno venga presto per permettere di ricostruire L’Aquila e riassestare l’economia del territorio. Si deve muovere la politica, tutta, dall’Aquila a Roma. Il ritardo non dipende dagli aquilani, che tuttavia devono spingere affinché siano date più risorse. Mi auguro che il centro storico sia riavviato per il 2018. Per tutto il resto sarà un’opera lunghissima». (e.n.)

