Il “custode” del tribunale che soccorre chi è in difficoltà
AVEZZANO. Ci sono mestieri che l'innovazione tecnologica e la robotica tendono a far scomparire. Ce ne sono altri che nemmeno le più immaginifiche previsioni evolutive della cibernetica potrebbero...
AVEZZANO. Ci sono mestieri che l'innovazione tecnologica e la robotica tendono a far scomparire. Ce ne sono altri che nemmeno le più immaginifiche previsioni evolutive della cibernetica potrebbero mettere in discussione. Quali? Per esempio quello del custode del tribunale. Provate ad insegnare ad un robot a cercare, per tutte le stanze e i meandri del palazzo di Giustizia, il distratto avvocato che per le scale perde due marche da bollo per restituirgliele e poi ne riparliamo. Luigi ( per chi lo conosce solo Luigi, e basta) l'inquilino-custode del Tribunale di Avezzano è questo: un permanente regolatore dell'ordinaria e quotidiana vita della giustizia marsicana. Scandisce apertura e chiusura; sistema, ripara, dipinge. Sostituisce lampadine, raccoglie cartacce e elargisce i piccoli favori ad avvocati e impiegati. Tutti sanno che c'è, nessuno sa dove sia: ma se ti serve, come per incanto, si materializza per risolvere i mille problemi di tutti: da quelli minuti a quelli più consistenti. L'importante è che la macchina della giustizia continui a funzionare senza intoppi. Non con tutti è imparziale: predilige i giovani e inesperti avvocati. Li coccola, li aiuta e li indirizza nei posti giusti.
Dario Pallotta

