«Il decreto sull’affido ci riporta indietro di mezzo secolo»

Femministe aquilane in rivolta contro la proposta leghista: emerge chiara la forte volontà di penalizzare le donne
L’AQUILA. Si è svolta una conferenza stampa per parlare della mobilitazione nazionale “No Pillon” indetta dalla Associazione nazionale D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, nella sede del Centro antiviolenza.
In questo incontro si è parlato anche della manifestazione nazionale del 24 novembre 2018 a Roma, contro la violenza maschile sulle donne.
«Ancora una volta», ha detto Simona Giannangeli (Centro antiviolenza), «le donne scendono in piazza per chiedere il ritiro del disegno di legge Pillon, attualmente in discussione al Senato, che rischia di trasformare la separazione e l’affido in un campo di battaglia permanente e di riportare indietro di 50 anni la legislazione in materia di diritto di famiglia».
«Il disegno di legge», ha aggiunto, «esprime la volontà di esercitare un forte controllo all’interno delle relazioni familiari a danno soprattutto delle donne e dei minori. Senza scendere nel tecnico, i punti cruciali del disegno di legge sono il fatto che la mediazione familiare diventa obbligatoria e a pagamento in tutti i processi di separazione e divorzio. L’obbligatorietà non tiene conto dello squilibrio dei rapporti all’interno della relazione causato dalla violenza maschile sulla donna e costringe la donna a una mediazione con il marito maltrattante violento. Questa pratica, tra l’altro, è in contraddizione con la convenzione di Istanbul che l’Italia ha ratificato e che vieta nei casi violenza la mediazione familiare». «Il decreto», ha aggiunto, «prevede per i figli tempi rigidamente paritari di affidamento e doppia domiciliazione. I genitori e il giudice hanno l’obbligo di valutare prioritariamente la possibilità di individuare un calendario secondo il quale i figli trascorrano lo stesso tempo con la mamma e con il papà. I genitori possono concordare diversi tempi di permanenza del minore (e, quindi, non del 50% ciascuno), ma devono farlo nel rispetto del nuovo limite che il disegno di legge impone. Ossia la prole ha il diritto (e mamma e papà il dovere), comunque sia, di trascorrere con ciascun genitore “non meno di 12 giorni al mese compresi i pernottamenti”. I bambini e le bambine quindi vengono trattati come pacchi che devono spostarsi da una parte all’altra suddividendo la loro vita esattamente in due».
In relazione alla manifestazione del 24 novembre, la Casa delle donne, con tutte le realtà associative, quali “TerreMutate”, l’Associazione “Donatella Tellini”, Centro antiviolenza e Biblioteca delle donne, organizzano un pullman che partirà alle 11 dal parcheggio del centro commerciale Meridiana. La quota di partecipazione è di 20 euro. Le iscrizioni si chiuderanno il 22 novembre e si effettuano nelle sedi delle associazioni coinvolte.
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