Il destino dei 55 operai si decide a Londra

Fumata grigia dal cda riunito a Roma: l’ultima parola sul futuro dell’azienda spetta all’azionista di maggioranza
L’AQUILA. Si deciderà a Londra, nei prossimi giorni, il destino dell’Accord Phoenix. Ieri il cda si è riunito a Roma per mettere a punto una strategia, ma l’ultima parola spetta al Fondo internazionale con base londinese che rappresenta il maggiore azionista. Nel frattempo, l’azienda è fiduciosa sul possibile dissequestro dei conti correnti, che potrebbe arrivare nelle prossime ore, e l’attività produttiva non si è arrestata. Dopo la nuova bufera giudiziaria e il sequestro di conti correnti e macchinari per un valore di quasi 5 milioni, il cda può optare per una ricapitalizzazione societaria di almeno 10 milioni, oppure l’alternativa è la consegna dei libri in tribunale, con la possibile nomina di un commissario. Intanto, in attesa di conoscere le scelte aziendali, la Uilm L’Aquila sta affrontando «con grande preoccupazione» l’ultima vicenda giudiziaria che si è abbattuta sul sito aquilano e ribadisce la propria vicinanza ai 55 lavoratori.
«FASE DELICATA». «Nella tradizione sindacale che la Uilm rappresenta», afferma il segretario Clara Ciuca, «pur avendo il totale rispetto nell’operato della magistratura, ribadiamo il garantismo nei confronti di chi è indagato fino all’ultimo grado di giudizio. In questa fase delicata per la sopravvivenza dell’insediamento Accord Phoenix, la Uilm ha il dovere di spostare il baricentro della discussione sulla tutela del lavoro e dei lavoratori, che in questi anni sono stati parte attiva affinché il progetto Accord potesse compiersi. Non è compito del sindacato entrare nel merito dell’inchiesta, né tantomeno difendere o schierarsi, ciò che conta per la Uilm è la continuità lavorativa e favorire altra occupazione: per questo motivo si ritiene ormai necessario l’intervento di un nuovo investitore, nelle modalità che l’attuale dirigenza Accord riterrà opportuno, affinché l’azienda possa trarre un nuovo slancio, non solo dal punto di vista finanziario, ma anche dal punto di vista professionale». La Uilm ritiene che «la presenza di investitori possa garantire l’attuale occupazione e creare i presupposti per incrementare il numero degli occupati, sia all’interno dell’Accord Phoenix che in un possibile indotto. L’industria del riciclo è il business del futuro, per questo l’insediamento all’Aquila dell’Accord è stato salutato con soddisfazione. Avevamo individuato in Invitalia l’arbitro supremo sull’entità del finanziamento, ma anche sulla validità tecnologica del progetto Accord. Ciò detto», conclude Ciuca, «è bene che oggi la magistratura fughi ogni dubbio, tenendo però presente la tutela del lavoro in una città che non può permettersi altri fallimenti».
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