Il direttore dei maestri di sci, Faccia: «Questa montagna è la nostra casa»

Il primo saluto della giornata di apertura della stazione sciistica, «per l’inizio di una nuova avventura, più dura del solito, ma pronti a vincerla di nuovo», è stato quello arrivato dalla Scuola...
Il primo saluto della giornata di apertura della stazione sciistica, «per l’inizio di una nuova avventura, più dura del solito, ma pronti a vincerla di nuovo», è stato quello arrivato dalla Scuola italiana sci Assergi Gran Sasso che, come da tradizione, ha pubblicato sul proprio sito gli ultimi aggiornamenti dalle piste.
Gli “irriducibili del Gran Sasso” sono proprio loro, i maestri di sci, che non hanno mai abbandonato la montagna aquilana e hanno sempre tenuto alto il morale, anche nei momenti più bui.
«La scuola è sempre rimasta», dice il direttore Luigi Faccia (nella foto), «anche nei momenti più difficili da affrontare. E quello che stiamo vivendo è certamente tra i più complicati. Ma non demordiamo. Molti dei maestri sono residenti di Assergi e il Gran Sasso è la nostra casa: la casa non si abbandona mai».
Gli ultimi mesi, con la stazione chiusa e nessuna certezza sulla data di apertura, sono stati pesanti e all'insegna dello sconforto.
«Alcuni di noi sono “emigrati”, anche se temporaneamente, a Campo Felice», aggiunge Faccia, «e altri sono rimasti senza lavoro. Come operatori turistici della montagna, insieme agli albergatori del comprensorio, abbiamo scontato sulle nostre spalle, sia economicamente, sia moralmente, il periodo buio vissuto da questa montagna».
«Basti pensare», sottolinea Faccia, «che nella sola stazione abruzzese di Ovindoli, quest’anno un maestro di sci è riuscito a lavorare ben 600 ore in tre mesi.
«La tanto attesa inaugurazione ci riempie il cuore di gioia, ma ormai la stagione bianca per noi e per il nostro Gran Sasso è irrecuperabile. Però vogliamo guardare al futuro. Del resto», conclude il direttore Faccia, «la politica passa, noi restiamo qua». (r.s.)
Gli “irriducibili del Gran Sasso” sono proprio loro, i maestri di sci, che non hanno mai abbandonato la montagna aquilana e hanno sempre tenuto alto il morale, anche nei momenti più bui.
«La scuola è sempre rimasta», dice il direttore Luigi Faccia (nella foto), «anche nei momenti più difficili da affrontare. E quello che stiamo vivendo è certamente tra i più complicati. Ma non demordiamo. Molti dei maestri sono residenti di Assergi e il Gran Sasso è la nostra casa: la casa non si abbandona mai».
Gli ultimi mesi, con la stazione chiusa e nessuna certezza sulla data di apertura, sono stati pesanti e all'insegna dello sconforto.
«Alcuni di noi sono “emigrati”, anche se temporaneamente, a Campo Felice», aggiunge Faccia, «e altri sono rimasti senza lavoro. Come operatori turistici della montagna, insieme agli albergatori del comprensorio, abbiamo scontato sulle nostre spalle, sia economicamente, sia moralmente, il periodo buio vissuto da questa montagna».
«Basti pensare», sottolinea Faccia, «che nella sola stazione abruzzese di Ovindoli, quest’anno un maestro di sci è riuscito a lavorare ben 600 ore in tre mesi.
«La tanto attesa inaugurazione ci riempie il cuore di gioia, ma ormai la stagione bianca per noi e per il nostro Gran Sasso è irrecuperabile. Però vogliamo guardare al futuro. Del resto», conclude il direttore Faccia, «la politica passa, noi restiamo qua». (r.s.)

