Il dossier di Biondi al ministro sui 200 monumenti dimenticati

30 Maggio 2021

Chiese, palazzi e altri luoghi di interesse culturale: la ricostruzione non è neppure programmata Documento del sindaco a Franceschini: «Ho evidenziato carenze e chiesto delle norme più snelle»

L’AQUILA. Un ampio dossier sulla ricostruzione dei beni monumentali nel post sisma, in cui vengono specificate difficoltà e incompiute. È il documento che il sindaco Pierluigi Biondi ha consegnato nelle mani del ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, in occasione della visita in città per l’inaugurazione della sede aquilana del Maxxi. Un dossier che mette nero su bianco lo stato dell’arte della ricostruzione, da cui si evince la presenza nel cratere di circa 200 beni di interesse culturale di cui sembra essersi persa traccia: monumenti, chiese, palazzi che, almeno per il momento, non rientrano in nessun tipo di programmazione. Per questi immobili, dunque, non esiste ancora un progetto, non c’è un programma a breve, lungo o medio termine e men che mai i fondi necessari al recupero.
LA POLEMICA. Proprio sui ritardi della ricostruzione si è scatenata, nei giorni scorsi, una polemica tutta cittadina che ha visto protagonisti gli intellettuali Raffaele Colapietra e Paolo Muzi e lo stesso sindaco. In particolare, ad accendere la miccia è stata la situazione della biblioteca e dell’Archivio di Stato, che a dodici anni dal terremoto si trovano ancora in una struttura provvisoria, mentre le rispettive sedi storiche sembrano lontane dall’essere ricostruite.
I NUMERI. «Al ministro Franceschini ho fatto il quadro della situazione sulla ricostruzione dei beni monumentali», ha spiegato il primo cittadino, «ciò che è stato fatto ma, soprattutto, ciò che è ancora necessario per restituire alla comunità luoghi e spazi che scontano pesanti ritardi». Nel dossier si sottolinea come il terremoto del 6 aprile 2009 abbia danneggiato gravemente oltre 600 immobili di rilievo culturale: di questi 227 sono stati interessati da interventi già conclusi (compresa la messa in sicurezza), 39 sono in fase di progettazione e 85 in corso di attuazione. I restanti, circa 200, non sono compresi in alcuna programmazione, a differenza di quanto previsto dalla delibera Cipe 48 del 2016.
PERSONALE. «Oltre a un’attività programmatoria puntuale, ho ribadito come sia necessaria una implementazione degli organici in servizio presso il Segretariato regionale e la Soprintendenza», continua Biondi: «Nonostante la grande professionalità dei loro funzionari e dirigenti, la cronica carenza di personale non consente di far fronte all’enorme mole di procedimenti. La sola Soprintendenza, per esempio, all’epoca del sisma contava 125 addetti, mentre oggi sono 25 le unità di personale in servizio».
SNELLIRE LE NORME. Un altro nodo da sciogliere è quello dell’eccessiva burocrazia, secondo il sindaco che spiega: «Potenziare le strutture e semplificare le norme, così come accaduto per i territori colpiti dal sisma 2016 – esigenza condivisa con gli altri sindaci del cratere – è determinante per proseguire e completare lo straordinario percorso di rinascita intrapreso da questa terra da dodici anni».
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