Il dottor Nisticò va in scena all’Auditorium

19 Agosto 2016

Il monologo teatrale è tratto dal romanzo di Antonio Del Giudice. Appuntamento il 25 agosto

L’AQUILA. Andrà in scena nell’ambito delle manifestazioni della Perdonanza Celestiana il monologo teatrale “Buonaserà, Dottor Nisticò”, tratto dall’omonimo libro di Antonio Del Giudice, con la regia di Mario Massari. L’atto unico è in programma il 25 agosto, alle ore 15, nell’Auditorium Renzo Piano. Si tratta di una riduzione e adattamento del romanzo scritto dall’ex direttore del Centro Antonio Del Giudice, realizzata dal regista e attore aquilano Mario Massari, con l’aiuto regia Martina Gatto e prodotta da Piccola BottegaTeatrale, con il sostegno del centro di produzione Florian Metateatro. Il monologo è incentrato sulla vicenda umana e professionale del dottor Mario Nisticò e racconta una storia dei nostri giorni. Un banchiere, caduto in disgrazia per una mazzetta, si chiude in casa per sei mesi e ripensa alla sua vita. La sua domanda di aiuto ai vecchi amici, 112 sms, cade nel vuoto. Il suo mondo lo rifiuta, sua moglie si vendica dei molti tradimenti, la figlia lo disprezza, suo figlio lo ignora. Nisticò, per la prima volta, si trova davanti allo specchio del suo fallimento. Va indietro con i ricordi per trovare una ragione che non c'è. I suoi genitori era gente perbene. Anche lui lo è stato fino a quando ha dovuto confrontarsi con il potere e il denaro. A quel punto è entrato in una sorta di delirio, la sua vita è diventata la ricerca continua di affermazione. Al momento della caduta, realizza di non essere stato né il figlio che i genitori sognavano, né il marito che aveva promesso di essere, né il buon padre di famiglia. Fuori da casa Nisticò, c'è il mondo tipico della provincia italiana. La banca è la cattedrale della nuova religione, alla quale si converte il piccolo mondo che mette insieme banchieri e usurai, giudici e malviventi, truffatori e truffati, preti e miscredenti, nobildonne e donne di poca virtù. E' il mondo che Nisticò ha creduto per trentanni di governare e che invece lo ha irretito e sacrificato al momento di scegliere un capro espiatorio. Essenziale la scenografia, in cui predomina il colore bianco, con elementi portanti un piccolo divano e un tavolo. (r.s.)