Il dramma di Aurora, morta dopo il parto

18 Luglio 2015

I genitori della neonata vanno in Procura. Indagata dottoressa del San Salvatore, ma potrebbero scattare altri avvisi

AVEZZANO. Una telefonata nel cuore della notte: «Sua figlia è morta». È cominciato così il dramma di una guardia giurata di Avezzano, Achille Bigoni, e di sua moglie Giuseppina Montanari. La loro piccola Aurora, venuta al mondo da poche ore, è deceduta all’ospedale dell’Aquila, dove era stata trasferita d’urgenza per una presunta anemia scoperta dopo il parto. Marito e moglie hanno presentato un esposto alla Procura dell’Aquila e una dottoressa del San Salvatore, A.M., è indagata per omicidio colposo. Un atto dovuto anche perché ieri sono stati disposti ed eseguiti diversi esami «irripetibili».

L’assistenza data alla neonata è stata tempestiva e adeguata? È la domanda formulata dai genitori nell’esposto finito sulla scrivania del pm Fabio Picuti. La mamma era alla trentottesima settimana di gravidanza e gli esami eseguiti non avevano evidenziato malformazioni. Giovedì mattina la donna si è presentata all’ospedale di Avezzano, accompagnata dal marito. Il personale sanitario ha eseguito due esami, l’ultimo alle 13, e stando alla denuncia nessuno ha evidenziato problemi. I medici hanno annunciato alla donna che sarebbe stata accompagnata in sala parto. E ciò è avvenuto intorno alle 18.30. Alle 19 la piccola è venuta alla luce con un cesareo. Poco dopo un’infermiera arriva con il certificato di nascita. «Tutto bene, stanno bene» si sarebbe sentito dire il padre. Ma neanche il tempo di gioire perché pochi minuti dopo i medici hanno comunicano al padre, che si trova sempre nella sala d’attesa, che qualcosa non andava, visto che la piccola aveva una forma di anemia e un soffio al cuore.

«Mi hanno detto che era necessario il trasferimento nel reparto di Pediatria neonatale di Avezzano» ha raccontato l’uomo «verso le 20.20 c’è stato invece il trasferimento all’Aquila». Trasferimento in ambulanza deciso perché ad Avezzano, secondo quanto riportato nell’esposto, non c’era la possibilità di una trasfusione. All’1.30 la notizia della morte, nonostante il tentativo dei medici, per più di un’ora, di rianimare la neonata. I genitori, assistiti dall’avvocato Roberto Verdecchia, hanno presentato la denuncia, facendo scattare l’inchiesta. La dottoressa indagata è difesa dall’avvocato Stefanno Rossi. All’ospedale dell’Aquila sono state acquisite le cartelle cliniche. Il funerale della piccola dovrebbe essere celebrato non prima di martedì. Si è in attesa del nulla osta della magistratura. Non si escludono altri avvisi di garanzia per il personale degli ospedali coinvolti.

La notizia della tragedia ha suscitato costernazione in città dove la famiglia, che risiede in via Nuova, è conosciuta e stimata. (p.g.)

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