Il Fai: «Recuperare la cinta muraria di Porta Barete»

5 Ottobre 2014

L’AQUILA. Il Fondo ambiente italiano (Fai) ha come precipua finalità l’educazione e l’istruzione della collettività alla difesa dell’ambiente e del patrimonio culturale e naturalistico italiano; si...

L’AQUILA. Il Fondo ambiente italiano (Fai) ha come precipua finalità l’educazione e l’istruzione della collettività alla difesa dell’ambiente e del patrimonio culturale e naturalistico italiano; si impegna inoltre per coinvolgere le generazioni presenti e future nella conservazione integrata di monumenti, paesaggio e natura.

«I princìpi sui quali poggia il nostro “credo”», si legge in una nota, «porta il Fai ad affiancarsi a coloro che hanno sposato, e ancora sostengono, la causa in difesa di Porta Barete perché si proceda a un recupero della parte monumentale e dell’area adiacente di forte interesse storico e archeologico».

«Le istituzioni e la cittadinanza», prosegue il comunicato, «devono operare con forza sinergica per il recupero della storia come propria memoria identitaria supportata da quel profondo senso di appartenenza che connota il capoluogo di Regione».

«È interessante sottolineare», si legge ancora nella nota del Fai, la cui responsabile locale è Vincenza Turco, «che la perdita della memoria storica provoca lo smarrimento dell’orizzonte dell’attesa e contemporaneamente dilata la dimensione del presente. Quanto rinvenuto è di forte valenza storica tanto che nel post-sisma l’amministrazione dei Beni Culturali ha focalizzato la propria attenzione sul tema del recupero e valorizzazione dell’antica cinta muraria dell’Aquila previsto, peraltro, anche nell’accordo stipulato con l’amministrazione comunale nel 2012».

«Certo è», prosegue il documento, «che l’accordo assegnava alla Direzione regionale il compito di restaurare la cinta muraria e di realizzare un progetto per riscoprire e riconsegnare a un’adeguata fruizione e conoscenza l’intero pomerio, area di rilevante importanza storica-artistica e identitaria, incomprensibilmente tanto sacrificata nel passato. Una ricostruzione migliorativa e attenta valorizza le bellezze naturali e il patrimonio monumentale delta città e rappresenta una delle giuste credenziali per assegnare alla città dell’Aquila il presente e futuro ruolo di “Città della cultura”.

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