Il fascino del Borgo Rivera e il mistero delle 99 Cannelle

19 Dicembre 2019

L’AQUILA. Intriso di fascino e bellezza. Il borgo della Rivera, all’estrema periferia meridionale della città storica, ma ancora all’interno della cinta trecentesca che la racchiude, è uno dei...

L’AQUILA. Intriso di fascino e bellezza. Il borgo della Rivera, all’estrema periferia meridionale della città storica, ma ancora all’interno della cinta trecentesca che la racchiude, è uno dei luoghi dell’Aquila in cui, con più evidenza, si avverte lo spessore della storia. Da qui inizia l'itinerario alla scoperta di uno degli angoli più suggestivi del capoluogo d'Abruzzo. Da Porta Rivera si accede all'omonimo borgo e ad un mondo di antiche, e mai sopite, memorie. A destra dell'ingresso si scorge la fontana delle 99 Cannelle. A sinistra, la chiesa di San Vito alla Rivera, nota anche come San Vito di Tornimparte, in quanto deve la sua costruzione, nel XIII secolo, agli abitanti del castello di Tornimparte. La facciata romanica risalirebbe, invece, al Quattrocento. Dell’edificio originario rimane l’assetto spaziale perché la chiesa, e l’intero quartiere, vennero profondamente modificati da una serie di operazioni architettoniche ed urbanistiche, compiute tra il XVI secolo e il XVIII secolo, che portarono anche all’ampliamento della Fontana delle 99 Cannelle. L'imponente struttura dietro la chiesa, che corrisponde al vecchio mattatoio, oggi riqualificato, ospita uno dei gioielli della città, il Museo Nazionale d’Abruzzo (Munda). Risalendo il borgo, si apre l’accesso al parco delle acque, una zona pubblica attrezzata con panchine e recinzioni in materiali naturali, ricavata in un polmone verde, di natura rigogliosa, che sovrasta la Fontana delle 99 Cannelle. Luogo ideale per rilassarsi sotto all'ombra della vegetazione. Il Parco gode di un panorama spettacolare e di un naturale affaccio sulla piazzetta di Borgo Rivera, rendendolo luogo adatto anche ad assistere ai numerosi eventi che si svolgono all’interno del perimetro della fontana. Salendo fino alla sommità del borgo, in direzione del centro città, i turisti possono apprezzare il piccolo convento di Santa Chiara, dove un tempo sorgeva il Castello di Acculae (“le sorgenti”), da cui prese il nome la città, “L’Aquila”, fondata a metà del Duecento dalle popolazioni dei contadi di Amiternum e Forcona, desiderose di liberarsi dal giogo feudale. (m.p.)
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