Il fenomeno visto dai sociologi: contesti familiari senza affetti
Con baby gang o banda giovanile si intende un fenomeno di microcriminalità organizzata, generalmente diffuso nei contesti urbani, per il quale minorenni, molte volte guidati da maggiorenni, assumono...
Con baby gang o banda giovanile si intende un fenomeno di microcriminalità organizzata, generalmente diffuso nei contesti urbani, per il quale minorenni, molte volte guidati da maggiorenni, assumono comportamenti aggressivi ai danni di cose o persone. Secondo alcuni esperti sociologi, i fattori scatenanti «dipendono dal contesto familiare e ambientale dove vivono i ragazzi che li costringono a crescere senza sostegni affettivi adeguati e senza nessun orientamento socio-educativo». Secondo le teorie razionalistiche, invece, i giovani «scelgono volontariamente di entrare in una baby gang in prospettiva di un guadagno in termini economici o di autostima». Secondo una teoria trasversale le origini della baby gang dipendono da «fattori culturali quali la vita familiare, i valori e il sistema scolastico». Per la teoria dell’aggressione-frustrazione il fenomeno delle baby gang affonda le radici nella psiche dei soggetti: quando la fonte di una frustrazione non può essere controllata, l’aggressività si rivolge verso un obiettivo debole. Il 25% dei bulli vive nella città in cui si svolge l’attività malavitosa. I reati perpetrati comprendono lesioni, violenza privata, ingiurie e diffamazione. In casi più gravi si può giungere al racket ed estorsioni, pestaggi o addirittura vere e proprie rapine.

