Il fidanzato Alessio: rivivo il dramma ma nessuno mi ridarà la mia ragazza

AVEZZANO. «Rivivere tutto è una grande sofferenza, una ferita che si riapre. Nulla e nessuno mi ridarà la mia Sara». Con queste poche parole il fidanzato di Sara Sforza, il parrucchiere Alessio...
AVEZZANO. «Rivivere tutto è una grande sofferenza, una ferita che si riapre. Nulla e nessuno mi ridarà la mia Sara». Con queste poche parole il fidanzato di Sara Sforza, il parrucchiere Alessio Vergari, commenta dall’ospedale la sentenza di condanna nella telefonata intercorsa ieri mattina con il suo avvocato Lucio Cotturone. La famiglia Sforza, invece, continua a mantenere il massimo riserbo. Il papà Fabio, la mamma Domenica e la sorella Silvia fanno sapere di non voler rilasciare alcuna dichiarazione in merito. Nel rispetto del silenzio dei suoi concittadini distrutti dal dolore, il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, ribadisce la propria «vicinanza alla famiglia Sforza» senza però commentare quanto stabilito dal giudice. Non si sono fatte attendere, invece, le reazioni degli avvocati. «Una pena adeguata ed equilibrata per la gravità del fatto», per Leonardo Casciere, difensore di Ayoub Jarrar, condannato in primo grado a quattro anni di reclusione per l’omicidio stradale di Sara e il ferimento del fidanzato Alessio. «Che Jarrar sia responsabile è un dato di fatto», conclude Casciere, senza mancare di rivolgere «la piena solidarietà alla famiglia Sforza che ha perso una figlia». L’avvocato Casciere intende precisare anche che durante il processo «è emerso che il marocchino viaggiava a un velocità di 80 chilometri orari, non di molto superiore al limite di velocità di 70 imposto per legge nel tratto in cui si è consumato il tragico incidente».
«Pena congrua», anche per l’avvocato Cotturone, «siamo soddisfatti perché è stato accertato che la responsabilità esclusiva è dell’imputato. Dal punto di vista morale, 4 anni sono pochi per la perdita di una vita ma sul piano giuridico è una pena ragionata e congrua». Entrambi gli avvocati ora aspettano di conoscere le motivazioni della sentenza. «Si chiude una vicenda molto triste che ha coinvolto l’intero territorio marsicano», fa sapere Luisa Cornacchia, costituita parte civile nel processo, «con la sentenza che ha ritenuto Jarrar Ayoub responsabile della morte della giovane Sara Sforza, l’Asaps (Associazione sostenitori e amici della polizia stradale, ndc) ha ottenuto un importante riconoscimento dal tribunale di Avezzano, così come già avvenuto in altri tribunali di Italia, ottenendo la condanna al risarcimento dei danni il cui ammontare sarà interamente devoluto a campagne informative finalizzate alla prevenzione e tutela della sicurezza stradale». (f.d.m.)
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