Il fidanzato: ci è piombato addosso come un missile

L’uomo operato in ospedale. E spunta anche la testimonianza di un soccorritore Oltre 4mila firme al ministro Bonafede. Angelosante (Lega) chiede sicurezza
AVEZZANO. È ricoverato in ospedale ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Ma le sue ferite più profonde sono nella mente. Alessio Vergari, 31 anni, parrucchiere di Aielli, era il fidanzato di Sara Sforza. Sedeva al suo fianco quando è avvenuto l’incidente. «Quell’auto c’è piombata addosso come un missile, non potevamo evitarla», racconta il giovane attraverso il legale di famiglia, l’avvocato Lucio Cotturone, che ieri è tornato a trovarlo. In ospedale anche Fabio, il papà di Sara. «L’urto è stato tremendo», riprende il giovane ferito, «indossavamo entrambi la cintura di sicurezza. Sono riuscito a liberarmi subito e ho capito che la situazione per Sara era disperata, ma respirava. Mi è praticamente morta tra le braccia. Un’immagine che mi resterà impressa nella mente per tutta la vita».
INDAGINI DIFENSIVE. L’avvocato Lucio Cotturone, di Celano, sta portando avanti anche una propria indagine difensiva per meglio chiarire quanto accaduto. Dopo aver duramente contestato la Procura per il mancato arresto del 25enne marocchino alla guida dell’auto investitrice, ieri sera Cotturone ha incontrato un uomo di Avezzano che ha soccorso i due fidanzati. Una testimonianza che può rivelarsi molto utile.
FIRME AL MINISTRO. Alle 22.30 di ieri oltre 4.400 persone avevano sottoscritto la petizione on line “Giustizia per Sara Sforza”, lanciata da Domenico Paris sulla piattaforma Change.org e indirizzata al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. L’opinione pubblica, sull’onda dell’emotività, ha condannato fermamente il mancato arresto del conducente dell’Alfa 159 che ha provocato lo schianto. Tiziano Genovesi, vice commissario provinciale della Lega, sostiene la petizione, visto che c’è «una giovane vita spezzata a causa di un sorpasso azzardato da parte di un marocchino risultato positivo ai test su alcool e droga, tutt’ora a piede libero e, tutt’ora in Italia, grazie al suo legale per aver impugnato in Cassazione il provvedimento di espulsione. Ringrazio le forze dell’ordine per i controlli effettuati a tappeto, ciò nonostante la Marsica piange Sara».
INTERVIENE ANGELOSANTE. Sulla tragedia di Celano interviene anche Simone Angelosante, consigliere regionale della Lega e sindaco di Ovindoli. «Esprimo tutto il mio cordoglio ai familiari di Sara per questa tragedia», afferma l’esponente abruzzese del partito di Matteo Salvini, «innanzitutto voglio ribadire la pericolosità di quel tratto di strada di competenza dell’Anas. È assurdo che siano stati fatti interventi nel tratto meno trafficato, ovvero verso Pescina, e non in quello che va da Paterno a Celano. Ho già incontrato l’Anas per chiedere un impegno a risolvere la situazione. La seconda cosa che voglio evidenziare è l’ingiustizia commessa nei confronti di questa famiglia. Ben inteso, nulla da obiettare sull’operato dei magistrati, ma sono incredibili le leggi che abbiamo e che andrebbero cambiate. Leggi che vanno oltre il garantismo. Questa persona era fuggita a un posto di blocco, era socialmente pericolosa, era stata raggiunta da un decreto di espulsione dall’Italia: cos’altro doveva succedere? È assurdo che una persona così se ne possa andare in giro ad ammazzare con l’auto, generando tra l’altro un forte allarme pubblico. Ripeto, c’è qualcosa che non va a livello legislativo».
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