Il figlio di Zazza: «Da cinque anni la nostra famiglia è sotto attacco»

6 Febbraio 2022

Riccardo, esponente locale di Fratelli d’Italia, difende il genitore indagato per peculato e truffa al Comune Le indagini sul comandante della polizia locale sono scattate dopo una denuncia della sindaca Nazzarro

CARSOLI. «Quanto emerso anche questa volta, altro non è che l’ennesimo colpo basso di una battaglia che ci vediamo costretti a combattere da più di cinque anni; è ormai più di un quinquennio che siamo occupati a parare i soliti colpi bassi lanciati sempre dallo stesso fuoco nemico, il cui unico scopo sembra essere annientare la figura umana e professionale di Stefano. Quindi sorge spontanea una domanda: come sia possibile che dopo trent’anni di onorato servizio per la cittadinanza, nell’ultimo periodo Stefano si sia trasformato nel peggiore dei criminali mai visti in zona? La mia risposta sarebbe, ovviamente, di parte». Con queste parole Riccardo Zazza, esponende locale di Fratelli d’Italia, prende pubblicamente le difese del padre Stefano Zazza, il comandante della polizia locale di Carsoli sospeso per otto mesi dall’incarico perché ritenuto responsabile di assenze ingiustificate dal posto di lavoro durante le quali avrebbe attestato falsamente la propria presenza tramite il cartellino elettronico in dotazione e utilizzo delle auto del Comune a scopo personale. L’inchiesta è partita da una denuncia presentata dalla sindaca di Carsoli, Velia Nazzarro, il 24 dicembre del 2019 dopo aver riscontrato «gravi mancanze» nel comportamento del capo dei vigili urbani. «Nonostante la cattiveria e la totale mancanza di morale del gesto, spronati anche dal fatto che, già più volte, l’onestà e la ragione si siano schierate a nostro favore, seppure provati moralmente e psicologicamente da questo ennesimo attacco, con serenità, pazienza e umiltà affronteremo anche questo che si spera, essere, l’ultimo scoglio da sorpassare, per un uomo stanco di doversi difendere da accuse ingiuste dopo una vita passata a servizio della cittadinanza», prosegue il giovane coordinatore di Fratelli d’Italia nella Piana del cavaliere e membro dello staff del partito in consiglio regionale. Zazza è accusato di truffa, peculato e falsità ideologica. Il comandante è stato monitorato per diversi mesi dagli inquirenti anche con l’ausilio di sistemi di controllo elettronico degli spostamenti che hanno consentito di acquisire numerosi elementi di prova. Oltre alla misura cautelare della sospensione temporanea dall’incarico, il giudice ha disposto l’esecuzione del sequestro preventivo di circa duemila euro corrispondente all’ammontare del danno arrecato all’ente pubblico nei mesi in cui si sono svolte le indagini. Nello stesso procedimento risulta indagato anche un altro agente dello stesso corpo di polizia locale B.A., che, secondo gli inquirenti, avrebbe concorso nella commissione di alcuni reati. Il comandante Zazza è difeso dall’avvocato Omar Sanelli. La misura cautelare, disposta dal gip del tribunale di Avezzano, Maria Proia, su richiesta del pubblico ministero Ugo Timpano, è stata eseguita mercoledì scorso dai carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo guidati dal capitano Michele Valentino Chiara.
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