Il Film festival rimette il cinema al centro

Il direttore Vittorini: «Abbiamo grandi progetti, dalla fantascienza al noir, per far rinascere la città»
L’AQUILA. Il cinema torna in centro: L’Aquila Film Festival, iniziativa organizzata con lo scopo di portare in città film che non vengono proposti nelle multisale, ma che è possibile vedere soltanto in occasione di festival internazionali come quelli di Cannes e di Torino.
L’evento, nato nel 2002 come rassegna di cortometraggi locali, si amplia fino ad accogliere, nel 2007, anche lungometraggi che non hanno distribuzione in Italia pur essendo prodotti non solo da registi di livello nazionale, ma anche internazionale. Per saperne di più abbiamo intervistato Federico Vittorini, direttore dell’organizzazione di “L’Aqff”.
Come si è sviluppata l’idea del progetto nel corso degli anni?
«La formula è cambiata parecchio nel tempo, in particolare da quando siamo tornati in centro. Inizialmente eravamo nell’Auditorium del Parco del Castello, ma per coinvolgere un pubblico più vasto ci siamo spostati nel Palazzetto dei Nobili con l’intenzione di riportare il cinema là dove non c’era più, così da permettere alle persone la visione rilassante di un film dopo una cena, un aperitivo o una semplice passeggiata. In un primo momento la durata dell’evento era di circa dieci giorni, successivamente estesa a settimane, fino a otto mesi, da ottobre a maggio (sebbene quest’anno sia iniziato solo a gennaio a causa di problemi organizzativi). Nel corso del tempo l’ evento si è ampliato fino a coinvolgere personalità di spicco quali Marco Bellocchio, Mario Martone, Piero Pelù, Paolo Sorrentino e Franca Valeri».
Avete progetti per il futuro?
«Certamente. A marzo abbiamo intenzione di inserire uno spazio dedicato ai documentari, ad aprile ne organizzeremo uno legato alla fantascienza e in autunno uno sul noir. Alterneremo rassegne a concorsi e ad altri festival tematici».
Su quale criterio si basa la scelta dei film?
«Per quanto riguarda la selezione, nella rassegna, andiamo a scegliere i titoli più importanti che non sono stati proiettati al cinema, visione non fine a se stessa, ma destinata a una critica consapevole sulla base di una documentazione attenta e dettagliata. La maggior parte dei film a concorso è inedita e il bando, proposto due volte l’anno, nei mesi di settembre e dicembre, è aperto a chiunque abbia il desiderio di parteciparvi. L’edizione di quest’anno, la 12ª, ha accolto la richiesta di partecipazione di circa 300/400 tra cortometraggi e lungometraggi».
Vengono proposti temi da seguire per i cortometraggi?
«Le tematiche, sempre state libere, da quest’anno saranno sottoposte a selezione».
Cosa vi ha spinto a intraprendere questo progetto?
«Il nostro scopo è stato ed è tuttora quello di portare la città dell’Aquila al centro del cinema italiano o addirittura internazionale. Proprio per questo abbiamo pensato di introdurre anche il cosiddetto “biglietto etico”, in base al quale ciascuno è libero di decidere se e quanto pagare».
Quest’anno il festival ha proposto film di maestri del cinema quali “Loveless” di Andrei Zvjagincev (premio della giuria a Cannes), “Paterson” di Jim Jarmusch, “The Square” di Ruben Östlund (Palma d’Oro a Cannes), “Cuori Puri” di Roberto De Paolis. È stato già proiettato “Happy End” prodotto da Michael Haneke, preceduto dal cortometraggio “Stai Sereno” di Daniele Stocchi. Ambientato nella Francia contemporanea, “Happy End”, riporta una tematica relativa a crolli emotivi, morte e solitudine rivelando l’attaccamento al passato e la distanza dalla realtà, vissuti da una bambina di 13 anni. “L’Aquila Film Festival” è la dimostrazione che, nonostante tutti i disagi che questa città è stata costretta a subire, la cultura sarà sempre un importante punto di riferimento.
Federica Biondi
Gaia Colageo
Claudia Conti
Davide Di Piero
Alessia Lenza
Laura Maccarrone
Corina Amalia Petrean
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