Il fiume Aterno rompe gli argini: paura, danni e chiusure di strade

19 Gennaio 2023

La Protezione civile dichiara il «codice rosso». A Monticchio più abitazioni sono a rischio evacuazione Cede il ponte a Molina, sarà demolito. Ed è polemica sulla mancata manutenzione e pulizia dell’alveo 

L’AQUILA. Allarme in tutto l’Aquilano per la tenuta degli argini e dei ponti sul fiume Aterno. Allagamenti si sono verificati in particolare a Pile (sottopasso) e nella zona di Monticchio dove alcune abitazioni sono a rischio evacuazione. La situazione più critica è nel tratto fra il ponte sulla Mausonia e il ponte nei pressi di Onna. A un centinaio di metri dal ponte sulla Mausonia l’acqua ha rotto l’argine dilagando nei campi che costeggiano la pista ciclabile che da Bazzano porta a Monticchio. Per alcuni abitanti di Monticchio e dintorni resta il timore che la situazione possa peggiorare viste le previsioni meteorologiche che non annunciano miglioramenti a breve. I vigili del fuoco hanno segnalato fino a ieri sera una trentina di interventi, soprattutto per cantine allagate e qualche azienda in difficoltà. Il Centro funzionale d’Abruzzo della Protezione civile, dopo la «lettura dei livelli idrometrici», ha dichiarato il «codice rosso» per l’Aterno.
STRADE CHIUSE
Per allagamenti, chiuse via del Campo-via del Mulino a Monticchio (ciclabile dal lato della stessa frazione) e via Vaccarito a Pagliare di Sassa.
IL COMUNE: EMERGENZA
L’assessore Fabrizio Taranta fa sapere che il sistema di Protezione civile sta «monitorando costantemente la situazione di emergenza» pronto «a intervenire se si dovesse verificare la necessità di spostare, se pur momentaneamente, famiglie che sono nelle zone a maggior rischio. Si raccomanda nuovamente di limitare gli spostamenti a quelli strettamente necessari, di usare la massima prudenza e di evitare le zone a rischio allagamenti. Inoltre, non sostare per alcun motivo lungo gli argini o i ponti: nessun selfie e post valgono la sicurezza della propria incolumità».
PONTE DA DEMOLIRE
Particolarmente critica la situazione a Molina Aterno. Qui la forza del fiume ha spaccato il pilone centrale del ponte della Provinciale 11 e una spalla è sprofondata determinando un calo del ponte verso l’alveo. La struttura è stata chiusa, così come la strada è stata vietata al transito. Ieri c’è stato un sopralluogo del presidente della Provincia, Angelo Caruso. «Il ponte dovrà essere demolito», annuncia.
DISAGI a SASSA
«Tombini tappati, fiumi d’acqua e detriti, piani terra allagati, buche grosse come pozzi, lo spazio per bambini Punto luce chiuso per inagibilità meteorologica». La denuncia è di Quirino Crosta, segretario del Pd di Sassa: «Nonostante i falsi proclami, non viene fatto nulla da 6 anni».
POLEMICHE A MONTICCHIO
La situazione più difficile è nella zona di Monticchio. In questo caso l’esondazione è stata dovuta anche alla scarsa manutenzione dell’alveo del fiume che, come noto, è compito del Genio civile e quindi della Regione. Il Comune si occupa invece dei canali “minori” insieme anche al Consorzio di bonifica. Il consigliere comunale Massimo Scimia fa sapere che nel 2020 gli abitanti di Monticchio inviarono due note (una a febbraio e un’altra ad agosto) al Genio civile in cui chiedevano «un intervento urgente di ripulitura» proprio nel tratto dove fra martedì e ieri si è rotto l’argine. Nelle note si segnalava «la situazione di instabilità dell’argine» e in particolare «il cedimento di un gabbione di contenimento, l’erosione anomala dell’argine stesso e la presenza di tronchi e altri arbusti che in caso di piena avrebbero fatto da tappo». «Purtroppo« dice oggi Scimia, «non abbiamo più saputo nulla: il punto dove martedì ha ceduto l’argine è proprio quello da noi segnalato e la risposta, come sempre accade in questi casi, ce la sta fornendo la natura».
ALLERTA A ONNA
Allerta anche a Onna dove gli abitanti sono preoccupati non tanto per la tenuta del ponte (rifatto e rialzato dopo il sisma del 2009) quanto per la mancata manutenzione di un tratto di fiume invaso anche in questo caso da tronchi e arbusti secchi. Le associazioni del paese nel settembre scorso hanno inviato una lettera al prefetto, al sindaco dell’Aquila e alla Protezione civile per chiedere «la manutenzione urgente dell’alveo del fiume che passa a 150 metri dall’abitato di Onna con controllo e ripristino degli argini e la pulizia dell’alveo fluviale che presenta un’espansione incontrollata di piante infestanti e cumuli di rena e terra. In più vanno controllati i canali secondari ormai abbandonati all’incuria». Naturalmente è rimasta lettera morta nonostante si parli (e si spenda) in continuazione di Contratti di fiume, parchi fluviali e futuribili piste ciclabili a ridosso degli argini.
FOSSA, STIFFE E FAGNANO
Attenzione alta a Fossa. Anche se il sindaco Fabrizio Boccabella fa sapere che almeno fino alla tarda serata di ieri non si sono verificati disagi per la popolazione. Il fiume è esondato invece nella zona di Villa Sant’Angelo, tanto che la Provincia, con una apposita ordinanza, ha chiuso la Provinciale 91 nei pressi del ponte di Stiffe. Situazione per ora sotto controllo a Fagnano. Lo storico ponte romano di Campana ha retto bene all’acqua perché, come sottolinea il sindaco Francesco d’Amore, poco tempo fa c’era stato un intervento per togliere tronchi secchi e altro materiale legnoso che in passato avevano creato non pochi problemi.
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