Il fotografo Grillo lancia il museo con 10mila scatti

15 Novembre 2020

L’AQUILA. La missione è tanto affascinante quanto titanica: radunare e catalogare in un unico archivio tutte le fotografie scattate in circa 40 anni di attività. Circa 10mila scatti, che raccontano,...

L’AQUILA. La missione è tanto affascinante quanto titanica: radunare e catalogare in un unico archivio tutte le fotografie scattate in circa 40 anni di attività. Circa 10mila scatti, che raccontano, meglio, forse, di qualunque libro o cronaca scritta, la storia della città, i suoi cambiamenti e le sue trasformazioni. È l’impresa in cui si è lanciato Roberto Grillo. Il fotografo aquilano l’ha presentata nel suo nuovo studio a Palazzo Cipolloni-Cannella, in corso Vittorio Emanuele. Il progetto – realizzato in sinergia con l’associazione culturale “Scrivere con la luce” – si chiamerà “Piccolo museo della fotografia”: 40 metri quadri che ospiteranno un archivio digitale che conterrà una selezione di tutte le foto scattate da Grillo dal 1980 a oggi. Foto aventi come soggetto la città dell’Aquila: le sue vie e piazze, ma anche i suoi abitanti. L’imponente archivio personale del fotografo funzionerà, però, solo come punto di partenza: l’intento, infatti, è quello di arricchirlo con altri contributi e documenti, provenienti sia da altri fotografi (professionisti e amatoriali) sia da enti e istituzioni pubbliche, andando a ritroso nel tempo, anche oltre il 1980. Lo studio-museo fungerà sia come punto di raccolta e catalogazione del materiale digitale sia come spazio espositivo in cui verranno stampate e esposte le foto più belle e rappresentative.
«Sarà un museo digitale con un cuore di carta», ha spiegato il fotografo, che ha presentato il progetto insieme a Paola Casciati dell’associazione “Scrivere con la luce”. «Partendo dal nucleo principale delle mie foto, l’idea è di accedere anche ad altro materiale, quello che sarà possibile ottenere e scansionare, per creare una raccolta di fotografie della città da mettere a disposizione di tutti. Una parte di questo materiale sarà poi stampata perché pensiamo che la carta resista al tempo e al mutare della tecnologia. Già abbiamo avuto adesioni, ma lanciamo un invito a chiunque voglia mettere a disposizione il proprio materiale a mettersi in contatto con noi». Finora il progetto ha potuto muovere i primi passi anche grazie a una campagna di sottoscrizione che ha fruttato circa 4mila euro. «Ringrazio le centinaia di persone che ci hanno aiutato», ha detto Grillo. «Speriamo che anche l’amministrazione comunale e la politica, se lo riterranno opportuno, possano darci una mano. Abbiamo lanciato anche una call a livello europeo per poter usufruire dei fondi comunitari». L’ambizione del museo, ha detto Grillo, è quella di diventare, col tempo, un atelier delle arti, un laboratorio multidisciplinare: «In una città in cui c’è carenza di spazi del genere, mettiamo a disposizione lo studio e anche il cortile del palazzo». Abbinato al museo, ha poi aggiunto Grillo, c’è anche un altro \progetto: quello della realizzazione di un portale web, che si chiamerà Virtualaq e che racconterà L’Aquila usando, come filo conduttore, i terremoti che ne hanno scandito la storia.
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