Il freddo di maggio costa 700mila euro

6 Giugno 2019

De Santis: il Comune paga un extra all’Antas per il prolungamento dell’accensione al Progetto Case 

L’AQUILA. Le continue proroghe concesse con le ordinanze del sindaco Pierluigi Biondi, per il prolungamento dell’accensione degli impianti di riscaldamento a causa del freddo anomalo del mese di maggio, costeranno alla comunità circa 700mila euro soltanto per il Progetto Case. Un conto che pagheranno i cittadini, perché – come precisa il capogruppo dell’Idv in consiglio comunale, Lelio De Santis – si tratta di consumi «fuori contratto» rispetto agli accordi scritti con la Antas, la società che si occupa della manuntenzione e dei servizi del complesso del Progetto Case. «Sono circa 700mila euro che si vanno a sommare ai 4,2 milioni di euro che il Comune paga annualmente all’Antas, di cui 2 milioni e 750mila euro soltanto per il costo del gas, come risulta da contratto stipulato tra società e amministrazione comunale», attacca De Santis. «Sono numeri incontrovertibili, frutto di un sanguinoso contratto di affidamento con validità di 5 anni, anziché 3, stipulato dalla precedente amministrazione nel novembre 2016, ma che ora, come allora, è totalmente fuori dal controllo del Comune. E il fatto grave», incalza, «è che all’interno dell’ente e del consiglio comunale non si percepisca la serietà del problema. Chiarisco meglio: anche se i cittadini che abitano negli alloggi antisismici del Progetto Case non pagano i consumi, il Comune, versa comunque all’Antas 2 milioni e 750mila euro. Tutti i consumi fuori da questo contratto, vengono pagati extra. Così come accadrà per la proroga di un mese concessa per il protrarsi del freddo. E poi ci sono tanti alloggi vuoti. Così», continua De Santis, «l’amministrazione comunale non potrà mai riscuotere gli arretrati da parte degli assegnatari degli alloggi e la spesa è diventata fuori controllo. Da diverso tempo in molti non pagano più neppure la quota condominiale. Questo lo sanno benissimo sia negli uffici preposti, che tutti i consiglieri e assessori, ma nessuno si pone il problema. Ricordo all’opinione pubblica che l’ex sindaco Cialente, l’ex assessore Moroni, sono finiti sotto inchiesta della Corte dei conti per molto, molto meno. Invece questa voragine passa sotto silenzio. Poi arrivano i “pignoramenti” nelle casse comunali. Questo è frutto del fatto che chi ci amministra è di passaggio, che punta ad altro».
De Santis ha anche due proposte: «Riprendere il controllo della spesa e intervenire su Regione e governo per abbassare le aliquote delle tasse per le zone montane. Non possiamo pagare il gas come si paga a Pescara o in Sicilia».
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