Il fuggitivo: «Presto mi prenderanno»

Le intercettazioni svelano che il ricercato sapeva d’essere stato individuato. Verso il mandato di cattura internazionale
SULMONA. È ricercato in tutta Italia e nei prossimi giorni sarà emesso un mandato di cattura internazionale affinché possa essere presto assicurato alla giustizia. Massimiliano Le Donne che gli uomini della Guardia di finanza considerano il principale spacciatore di sostanze stupefacenti in città e nel comprensorio peligno, è ancora latitante. Dal 2 ottobre scorso, giorno in cui le Fiamme gialle con il loro blitz nella casa di Armando Di Pietro, l’economo del Comune hanno praticamente smantellato l’organizzazione guidata dal 34enne recuperando un chilo e mezzo di cocaina e 14 chili di hascisc. Le Donne è uccel di bosco. La sua foto è stata diramata in tutte le questure e negli aeroporti sia italiani che dell’Unione Europea e sicuramente in questi giorni non sta dormendo sonni tranquilli. Lo si evince dalle intercettazioni che hanno portato in carcere la coppia Sulmonese incensurata, Daniela Marinilli di 35 anni e Guido Petrarca di 25 anni che Le Donne utilizzava per portare la sostanza stupefacente a destinazione. Lui sapeva di essere braccato.
INTERCETTAZIONI. L’analisi delle videoriprese chiarisce che Marinilli si reca nel garage per ritirare il carico di droga e dopo aver aperto il cancello rimane chiusa nell’area condominiale. Alla domanda di Le Donne: «Sei uscita?» La Marinilli risponde: «Ma che so’ uscita! Sto mongoloide non si affaccia nemmeno mi sto a sentì male qua». In un altro passaggio Marinilli, dopo aver atteso a lungo, chiede a Le Donne di voler chiedere spiegazioni all’economo per la mancata consegna della droga. «Domani colazione con il furbetto?», dice la giovane e Le Donne secco risponde: «Sicuro lo hanno arrestato». E lei si chiede ancora: «Dici?». E senza esitare Le Donne conclude: «Presto arresteranno anche me». Da quel momento fa perdere le sue tracce.
LO SPACCIO. Per portare avanti la sua attività di spaccio ingaggiava di volta in volta giovani “collaboratori” ai quali affidava ingenti quantitativi di sostanza stupefacente da custodire e consegnare quotidianamente ai vari assuntori in città e nel comprensorio. Ma si affidava anche a insospettabili consumatori di stupefacenti come l’economo del Comune la cui abitazione era stata individuata come luogo di consegna dell’ultimo ingente quantitativo di droga proprio perché ritenuto insospettabile. Comunicava tramite schede telefoniche che venivano utilizzate una sola volta e poi gettate via. Già da domani partiranno gli interrogatori di garanzia: prima Marinilli e il giorno seguente toccherà al suo fidanzato.
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