Il fuoco riprende vigore: si lotta da diciotto giorni

Arischia, tornano i Canadair dopo il nuovo allarme del giorno di Ferragosto Fumo ancora visibile in alcune aree di Monte Pettino, squadre a terra al lavoro
L’AQUILA. Canadair in azione ad Arischia e ancora fumo su Monte Pettino. A distanza di 18 giorni, continua il bollettino quotidiano sul fronte degli incendi che ormai dal 30 luglio stanno interessando i boschi aquilani.
Nella frazione di Arischia il fuoco è ripartito nel pomeriggio di Ferragosto al chilometro 15 della strada statale 80 e si è riacceso in serata, questa volta al chilometro 21. Tanto che ieri è stato nuovamente necessario l’intervento dei Canadair e un mezzo ha avuto anche un’avaria intorno alle 13, che lo ha costretto a un rientro alla base.
Dopo il misterioso episodio accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì, con i volontari di Protezione civile della Pivec e della Pro loco di Coppito presi a sassate durante il presidio, questi ulteriori focolai ad Arischia non fanno che rafforzare l’ipotesi dolosa e che ci sia qualcuno che fa ripartire le fiamme nelle stesse zone dove da giorni si sta portando avanti senza sosta l’opera di bonifica.
Ieri i vigili del fuoco sono intervenuti anche per un presunto nuovo rogo a Pagliare di Sassa, rivelatosi poi un falso allarme. Intanto, la Protezione civile regionale spiega come si sta lavorando nelle aree degli incendi: «L’asperità del terreno rende difficoltose le operazioni, ma soprattutto giocano un ruolo importante le condizioni del sottobosco, anni di accumuli di foglie secche e rami spezzati. La situazione peggiora in prossimità delle conifere per via delle foglie aghiformi e delle pigne: in alcuni punti è stata rilevata una biomassa alta 80 centimetri. Il fuoco cammina lentamente al di sotto di questo enorme cumulo restando invisibile fino a che non trova le condizioni ideali per riemergere. Bisogna quindi bonificare manualmente», spiega la Protezione civile regionale, «rivoltando i residui e bagnando abbondantemente. È stata realizzata una linea che trasporta acqua che parte dalla cresta della montagna e scende per 900 metri, alimentata da un modulo della Protezione civile, a sua volta alimentato da un’autocisterna dei vigili del fuoco. Un’altra linea parte da via Francia e sale per 500 metri, supportata da una pompa che pesca da due vasche alimentate costantemente. Entrambe le linee portano acqua ad alta pressione direttamente nelle zone di bonifica dove operano volontari della protezione civile e vigili del fuoco. I Canadair e l’elicottero della protezione civile supportano dall’alto soffocando le continue riprese di fiamma».
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