Il futuro delle sorelline ritrovate: “Recuperare il rapporto con il padre”. Le ragazze in una nuova casa famiglia

La vicenda di Civitella Alfedena. Il tutore annuncia: «Attiveremo percorsi di sostegno»
Saranno attivati 'percorsi di sostegno' affinché le ragazze possano recuperare il rapporto con il padre, poi bisognerà capire l'evoluzione della vicenda giudiziaria che coinvolge la madre. A parlare, ipotizzando i possibili scenari nel futuro immediato di Alisya e Sarah, è il sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, tutore legale delle due sorelle di 16 e 12 anni ritrovate domenica scorsa a Formia, due settimane dopo il loro allontanamento dalla casa famiglia di Civitella Alfedena.
Al momento, le ragazze si trovano in un'altra struttura protetta, fa sapere Stefanelli che aggiunge: "Stiamo valutando le azioni da mettere in campo per tutelare i loro interessi, ovviamente in attesa di capire l'evoluzione del tema giudiziario. Le incontrerò nelle prossime ore, dato che prima abbiamo voluto lasciare loro del tempo".
A proposito di un eventuale incontro con il padre, al quale, con decisione del 28 maggio scorso, il Tribunale ha restituito la responsabilità genitoriale, "non so dare dei tempi, ma l'obiettivo, come dice la sentenza, è il recupero del rapporto con il genitore". Già ieri Stefanelli aveva definito quella delle sorelle "una situazione molto difficile da gestire. Vivono uno stato di forte stress emotivo".
Nel 2023, quando il Tribunale per i minorenni sospese la responsabilità genitoriale ai due coniugi separati, le due ragazze furono collocate in due strutture diverse nel Lazio, poi tornarono insieme nel 2024, quando furono entrambe trasferite in Abruzzo. Domenica sera, quando sono state ritrovate a Formia, la prima cosa che hanno detto ai carabinieri è stata "vogliamo stare con la mamma". La donna, però, ora è in carcere, a Teramo, mentre in cella a Sulmona, in isolamento, ci sono Vincenzo Esposito, il suo compagno, e Marco D'Acunto, suo padre. Tutti e tre sono accusati di sequestro di persona aggravato in concorso. I due uomini avrebbero manifestato un atteggiamento di incredulità, tipico di chi finisce in carcere per la prima volta, riferiscono fonti penitenziarie, come se non avessero compreso la gravità delle azioni commesse.
Sul futuro delle ragazze, la maggiore delle quali fra due anni sarà maggiorenne, già si era espressa la Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, Marina Terragni, ribadendo l'"imprescindibile diritto di queste minori, come di tutti i minori, a essere ascoltate in tutti i procedimenti che le riguardino". "Per la legge - aveva sottolineato Terragni - un minore a 16 anni può lasciare la scuola, può stipulare contratti di lavoro o avviare un'attività di impresa, può sposarsi e avere figli, è ritenuto penalmente imputabile. Non dovrebbe essergli riconosciuto anche il diritto di scegliere autonomamente dove e con chi vivere?".
