Il Gemelli tratta la vendita della clinica l’Immacolata

Celano, contatti tra il Policlinico romano e alcuni imprenditori di Molise e Toscana I consiglieri della Lega: «Una vicenda strategica per la città, il sindaco che fa?»
CELANO. Il Policlinico Gemelli di Roma sta trattando la vendita della casa di cura l’Immacolata di Celano. I colloqui con un paio di imprenditori di Toscana e Molise, seppur in fase embrionale, hanno fatto scattare l’allerta di sindacati e cittadini (anche per i ritardi nei pagamenti della tredicesima e degli stipendi di dicembre), con riflessi sulla maggioranza di governo della città: la Lega punta il dito contro il sindaco Settimio Santilli, interrogato ufficialmente dai consiglieri Eliana Morgante e Cesidio Piperni.
«Quali iniziative ha già messo in atto quest’amministrazione», attaccano i leghisti, «soprattutto in considerazione dell’enorme rilevanza sociale ed economica della clinica l’Immacolata che opera sul territorio comunale da ben 65 anni grazie alla volontà, la caparbietà e la lungimiranza di padre Corrado Signore, e al sudore e ai sacrifici dei celanesi, i quali intesero offrire assistenza sanitaria alla popolazione di Celano e della Marsica con una struttura adeguata e con medici e attrezzature all’avanguardia».
Morgante e Piperni chiedono lumi pure su tipologie e caratteristiche delle società interessate a «subentrare al Gemelli di Roma». Morgante e Piperni contestano al sindaco il silenzio sulla vicenda e l’assenza al summit all’ospedale di Avezzano, dove l’assessore regionale alla Sanità, Nicolettà Verì, il consigliere regionale Simone Angelosante e il manager Asl, Roberto Testa, hanno incontrato i primi cittadini per una panoramica sul settore. «Quali motivi si nascondono dietro al silenzio del sindaco su una questione tanto delicata quanto strategica per la città, il cui triste epilogo potrebbe pesare come un macigno, sopratutto dopo la perdita della Rsa e di ben 40 posti letto, non solo sugli oltre 100 dipendenti, ma anche sull’intera società, dato che verrebbe a mancare un importante centro sanitario e, con esso, la possibilità di cura e di assistenza per la popolazione?». I leghisti, quindi, paventano l’ecatombe. E qui parte l’affondo finale per l’assenza ad Avezzano. «Per quale ragione», concludono Morgante e Piperni, «né il sindaco né un suo delegato hanno partecipato all’importante incontro convocato dal presidente della IV commissione regionale, Angelosante, al cospetto dell’organico sanitario e i sindaci della Marsica? Il consesso è stato un’occasione preziosa per i primi cittadini per rappresentare le esigenze dei Comuni e confrontarsi con le figure apicali della sanità per la soluzione dei problemi. Per la clinica di Celano e per illustrare la situazione che pare configurarsi non c’era nessuno».
Insomma, per i due consiglieri di maggioranza è stata un’occasione persa. «Quell’assenza è sembrata più una latitanza, visto che il manager dell’Asl ha trattato proprio le criticità relative al rapporto con il privato, evidenziando la necessità di riaprire un confronto e di stabilire nuove regole. E ciò appare quantomai incoerente con l’impegno di risorse economiche a carico del bilancio comunale finalizzate ad ampliare il parcheggio della clinica e a ottimizzare l’illuminazione del sito».
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