Il gip non revoca i domiciliari: coppia senza cibo e lavoro

19 Novembre 2019

L’AQUILA. Sono accusati di maltrattamenti in famiglia nei confronti della loro figlia. Essi contestano le accuse ma ora dopo il provvedimento del gip Marco Billi, che ha respinto la revoca degli...

L’AQUILA. Sono accusati di maltrattamenti in famiglia nei confronti della loro figlia. Essi contestano le accuse ma ora dopo il provvedimento del gip Marco Billi, che ha respinto la revoca degli arresti domiciliari, la coppia romena si trova in una situazione perlomeno insolita. Infatti non possono uscire di casa e, dunque, hanno difficoltà ad approvvigionarsi a cominciare dal vitto.
Ma c’è anche un altro aspetto. Non potendo uscire di casa la coppia non può nemmeno lavorare per cui hanno affitti arretrati da pagare.
Lo sfratto esecutivo porterà la coppia a non avere un luogo dove stare ai domiciliari e, almeno in astratto, in assenza di alternative l’unico posto in cui trascorrere il tempo della misura cautelare sarebbe il carcere. Inoltre la coppia convive con un altro figlio minorenne e un disabile. Ecco perché il giudice Billi ha respinto la richiesta della difesa nonostante il parere favorevole alla possibilità di lavorare da parte del pm Guido Cocco in analogia con le richieste dell’avvocato dei due romeni, Carlo Benedetti: «Si ritiene», scrive nel provvedimento insindacabile, «che le esigenze lavorative degli indagati, secondo quanto rappresentato nell’istanza de libertate in esame, implicherebbero, in caso di accoglimento dell’istanza, un sostanziale svuotamento delle possibilità di controllo degli indagati con una conseguente frustrazione delle finalità cautelari perseguite».
Secondo il giudice, la precedente misura del solo divieto di avvicinamento, poi trasformata in arresti domiciliari, non appare compatibile con le attuali esigenze cautelari senza alcuna autorizzazione ad allontanarsi dal luogo di esercitazione della misura cautelare. Il provvedimento di Billi segue quella del tribunale del Riesame che, poco tempo fa, aveva respinto la richiesta di revoca della misura cautelare. I due erano stati precedentemente ascoltati nelle scorse settimane, in audizione protetta, per via della presenza della parte civile. (g.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.