Il giudice multa Colella

7 Ottobre 2016

Reati fiscali, condannato il patron della Santa Croce

CANISTRO. Non ha versato l’imposta sul valore aggiunto, relativa all'anno 2008, per oltre 3 milioni di euro. Per questo motivo, Camillo Colella, rappresentante legale della società Sorgente Santa Croce, è stato condannato dal giudice del tribunale di Avezzano a una pena di 4 mesi di reclusione. La pena detentiva è stata tramutata dal giudice in una multa di 4 mila e 500 euro. A rilevare l’omesso versamento è stata l’Agenzia delle Entrate che a ottobre 2011 aveva inviato a Colella una nota con la quale lo invitava a regolarizzare la sua posizione fiscale in seguito a un controllo automatizzato effettuato dall’ente.

Nel corso della discussione in aula, gli avvocati di Colella hanno sostenuto che il mancato versamento c’è stato semplicemente per pagare gli stipendi ai lavoratori e per pagare i fornitori invocando il principio di forza maggiore. Il giudice ha ritenuto parzialmente valide le richieste dei difensori condannando Colella alla minor pena e all’interdizione, per sei mesi, dagli uffici direttivi delle imprese e delle persone giuridiche e all’incapacità, per un anno, di stipulare contratti con la pubblica amministrazione. I legali, Roberto Fasciani e Mario Cioffi, hanno annunciato a margine dell’udienza il ricorso in appello.

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