Il governo cancella il punto nascita

26 Ottobre 2018

La clamorosa bocciatura arriva dal ministero della Salute. E il direttore generale scambia la Regione Abruzzo con il Molise 

SULMONA. Sembrava che tutto fosse stato risolto con la proroga al decreto Lorenzin, richiesta dalla Regione proprio per consentire di poter continuare a far nascere i bambini del centro Abruzzo all’ospedale di Sulmona. Una richiesta motivata da una serie di ragioni legate soprattutto alla particolare conformazione orografica dell’Abruzzo interno. Motivi e argomentazioni che il ministero della Salute ha però clamorosamente bocciato rimettendo in discussione l’esistenza del punto nascita di Sulmona. La doccia fredda è arrivata con la lettera di risposta, inviata e protocollata il 23 ottobre, all’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, a firma del direttore generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute, Andrea Urbani. Nella sua comunicazione il direttore generale, scambiando la Regione Abruzzo per il Molise, fa riferimento alla valutazione resa dal Comitato percorso nascite nazionale, (Cpnn) organo interno del ministero della Salute, che ha dato parere sfavorevole alla richiesta della Regione Abruzzo. Secondo il Cpnn, l’ospedale di Sulmona non rientrerebbe nelle zone disagiate perché «il suo bacino d’utenza non dista più di un’ora dai punti nascita alternativi e il disagio orografico, anche nel periodo invernale, sembra contenuto».
Inoltre nella relazione viene sottolineata la bassa natalità dell’intero comprensorio e il fatto che «alcune donne nel 2017 hanno già scelto di partorire in punti nascita alternativi, senza contare le carenze nell’organico sia dei ginecologi che degli anestesisti e dei neonatologi». L’ultima parola resta comunque alla Regione che potrebbe, in disaccordo con il ministero alla Salute, confermare il punto nascita di Sulmona, andando però incontro a sanzioni di carattere economico con una trattenuta sul fondo sanitario.
«Dopo il dietro front su Snam e dopo aver indietreggiato anche sul Tribunale, in epoca di governo giallo-verde viene sferrato l’ennesimo attacco mortale al nostro territorio con il parere favorevole espresso dalla Commissione ministeriale alla chiusura del nostro punto nascita». È il commento del sindaco Annamaria Casini. «Un presidio sanitario difeso strenuamente in questi anni dalla comunità civile e dai nostri rappresentanti politici locali e regionali. Faremo sentire la nostra voce perché non possiamo rimanere in silenzio a fronte di questo ennesimo schiaffo. La politica deve poter avere l’ultima parola. Chiedo pertanto ai parlamentari del territorio, in particolare a quelli di maggioranza di governo, di prendere una posizione chiara e di attivarsi tempestivamente per scongiurare la chiusura del nostro punto nascita». Contrarietà alla valutazione del ministero della Salute arrivano anche dalla Regione. «Lascia davvero sbalorditi la decisione di imporre la chiusura del punto nascita di Sulmona ritenendo che il territorio peligno non sconti particolari complessità orografiche e prima che la Regione abbia potuto completare, con l’elisoccorso, una rete di protezione che comprende il servizio di trasporto in emergenza neonatale (Sten) e il servizio di trasporto assistito materno (Stam)», afferma il consigliere regionale Maurizio Di Nicola. «Adesso spero che piuttosto che dilungarsi a smentire la bocciatura decisa dalla Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero, tutti i parlamentari abruzzesi, e in particolare quelli delle zone interne, facciano pressione politica per difendere una scelta che la Regione Abruzzo, negli ultimi 4 anni, aveva voluto e saputo difendere con le unghie e con i denti, anche contro il proprio governo».
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