Il governo taglia 7 milioni vuote le casse del Comune

8 Aprile 2015

Cialente: «Impossibile far quadrare il bilancio senza ritocchi a imposte e tariffe Qui non abbiamo case da tassare, ma solo costi aggiuntivi per le new town»

L’AQUILA. I soldi per la ricostruzione ci sono, ma nelle casse del Comune mancano sette milioni per far quadrare il bilancio senza dover ricorrere all’aumento di imposte e tariffe. Un «buco» che sta facendo perdere il sonno al sindaco Massimo Cialente che, per sua stessa ammissione, da un mese è alle prese con quel bilancio che proprio non riesce a portare in consiglio comunale. Tutta colpa, per il primo cittadino, del taglio dei fondi operato nell’ambito della legge di Stabilità. «A fronte dei 24 milioni chiesti, a copertura delle minori entrate relative all’imposta sulla casa e dei costi aggiuntivi legati alle new town, abbiamo avuto la disponibilità solo per 17. All’appello mancano 7 milioni e stando così le cose non riusciremo a evitare l’aumento di imposte e tariffe. Aumenti che, però, gli aquilani non possono assolutamente permettersi. La situazione della città è tragica, è impensabile per noi andare avanti con i tagli operati dal governo, anche perché in questo momento difficile i cittadini si rivolgono soprattutto ai Comuni. Non sappiamo proprio dove andare a prendere questi soldi, visto che la “coperta” era già fin troppo corta. Una doccia fredda per il Comune dell’Aquila, riuscito lo scorso anno a evitare l’aumento delle tariffe «rimaste tra le più basse d’Italia», ricorda Cialente, ma che ora non sembra nelle condizioni di poter ripetere l’impresa. «Le entrate di un Comune», spiega, «sono legate alle attività produttive e alla tassazione della casa. Noi non abbiamo le case e anzi siamo costretti a sostenere costi aggiuntivi legati alle new town. Il governo conosce bene la situazione e speriamo di poter recuperare qualcosa. Ma saremo comunque costretti a fare dei tagli, che andranno a pesare sui servizi, e allo stesso tempo dovremo ritoccare imposte e tariffe. Per evitare tutto questo basterebbe il via libera all’utilizzo di almeno 5 milioni dei fondi per la ricostruzione».

Intanto, Cialente finisce nel mirino di Forza Italia. Per Alessandro Cattaneo, dell’Ufficio di presidenza di Fi, «Cialente è una delle cause dei ritardi che ci sono all’Aquila. È lui che ha affidato tutte quelle case in emergenza che, fatte dal governo Berlusconi, sono poi passate al Comune, il quale però non ha speso neanche mezzo euro per la manutenzione». Secca la replica di Cialente: «C’è chi parla dell’Aquila senza sapere nulla – spesso imbeccato da alcuni nostri concittadini che da sei anni ci trasciniamo come una zavorra – solo per poter avere un po’ di visibilità».

Infine gli strali del consigliere comunale forzista Roberto Tinari sul premier Renzi «che», dice, «non manda nessuno alla commemorazione delle vittime del terremoto, promette soldi che sono solo virtuali e che poi si permette pure di fare lezioncine di morale nella spesa pubblica. Al momento l’unica certezza è che Renzi all’Aquila lo stiamo ancora aspettando». ©RIPRODUZIONE RISERVATA