Il gruppo Edimo si rialza: omologati 2 concordati

29 Ottobre 2016

Il via libera del tribunale permetterà di pagare dipendenti e creditori Taddei (presidente del Cda): «Ora possiamo confidare nella ripresa»

L’AQUILA. Un anno e mezzo fa il fallimento. Ora il gruppo Edimo è pronto a rialzarsi, anche se il cammino, come dice Danilo Taddei, uno dei tre figli del patron Carlo, è ancora lungo. A far guardare con più fiducia nel futuro è il via libera, da parte del tribunale , all’omologazione dei concordati preventivi in continuità aziendale per la Taddei spa e la Em969 srl, due delle società del gruppo, fondato nel 1969 e specializzato nelle grandi realizzazioni edilizie civili e industriali. Un atto che permetterà di pagare i creditori, compresi i dipendenti. «E che fa ben sperare», sottolinea il presidente del consiglio di amministrazione della Taddei spa Danilo Taddei, «in una ripresa delle due società e del gruppo, dopo i momenti di difficoltà nell’ultimo anno». I due piani, autorizzati lo scorso 26 ottobre, prevedono il pagamento integrale dei creditori privilegiati, in primis i dipendenti, oltre a una percentuale per i creditori chirografari.« Per questo risultato», spiega il presidente,«devo ringraziare i creditori che, con il voto favorevole, hanno creduto nella società, gli organi della procedura, e in particolare il tribunale dell’Aquila che, in maniera celere, ha dato risposte alle nostre istanze utili al soddisfacimento dei creditori e al corretto adempimento del piano concordatario. Certamente, il cammino è ancora lungo, ma sono fiducioso che da qui a poco tutto il sito di Varranoni tornerà a vivere in maniera brillante come qualche anno fa. E tutto ciò avverrà nell’interesse dei creditori e dell’economia della nostro territorio». La vertenza del colosso delle costruzioni con base nel comune di Poggio Picenze è esplosa il 19 febbraio del 2015, quando il tribunale di Roma ha dichiarato il fallimento della Edimo spa, una delle aziende controllate dalla famiglia Taddei, nominando come curatore fallimentare il commercialista Luigi Labonia. Un procedimento che ha causato, a catena, la crisi dell’intero gruppo, che all’epoca aveva cantieri nella ricostruzione e importanti commesse all’estero. «Abbiamo accettato la sfida», conclude Taddei, “non risparmiando nessuna energia. È stata una battaglia importante, oggi siamo tornati a operare in quasi tutto il territorio nazionale, sia nell’ambito della ricostruzione post-sisma del 6 aprile 2009 che in quello degli appalti pubblici e all’estero». La Taddei Spa, che si occupa di infrastrutture pubbliche e private, ha programmato la continuità per i cantieri presenti nel cratere sismico, ma anche per quelli sul territorio nazionale ed estero. La Em969, specializzata nel settore dei rivestimenti esterni di edifici civili e industriali, ha previsto la continuità produttiva dello stabilimento.

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