Il letto in osso di Fossa sarà esposto al Quirinale

12 Maggio 2021

Il prezioso reperto della necropoli al centro di una mostra allestita nelle Scuderie La rassegna sarà inaugurata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

L’AQUILA. Le decorazioni intagliate nell’osso da mani esperte tra il II e il I secolo avanti Cristo fanno del letto rinvenuto nella tomba a camera 520 della necropoli di Fossa un unicum del suo genere. Lo straordinario reperto scoperto nel 2000 dall’archeologo della Soprintendenza e docente dell’Università di Chieti, Vincenzo d’Ercole, durante gli scavi della necropoli, sarà esposto da venerdì alle scuderie del Quirinale, a Roma, in una mostra sulle civiltà italiche. «Un’occasione per tornare ad accendere i riflettori sull’archeologia abruzzese e aquilana in particolare che spesso viene sottovalutata», secondo lo stesso d’Ercole, che coglie l’occasione per puntare il dito contro la mancata apertura del museo di Santa Maria dei Raccomandati, che doveva essere inaugurato nel 2009. «Un luogo dove il letto avrebbe trovato la giusta collocazione», secondo l’archeologo.
LA MOSTRA. Aprirà il 14 maggio la mostra “Tota Italia”, una nuova grande esposizione alle Scuderie del Quirinale, curata da Massimo Osanna e Stèphane Verger, resa possibile grazie all’impegno della direzione generale Musei e di tutto il sistema museale italiano. La mostra, visitabile fino al 25 luglio, verrà inaugurata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «L’esposizione racconta il processo di romanizzazione, che fu scontro, incontro e ibridazione, partendo dalla straordinaria varietà e ricchezza culturale dell’Italia preromana», spiegano i curatori, «affascinante mosaico di genti e tradizioni, e ripercorre le tappe che la condussero all’unificazione sotto le insegne di Roma, dal IV secolo avanti Cristo all’etàа Giulio-Claudia».
S. MARIA DEI RACCOMANDATI. «La presenza del letto d’osso in questa mostra rappresenta un importante segnale», spiega d’Ercole. «Il reperto è stato fortemente voluto dai due curatori della mostra, poiché è una testimonianza unica del territorio vestino, che purtroppo in Abruzzo non è adeguatamente valorizzata». Il letto di Fossa fa parte dell’esposizione permanente del museo archeologico nazionale di Villa Frigerj, nella quale dovrebbero far ritorno a fine mostra. «Lo spazio dedicato a questo reperto è un po’ sacrificato», continua l’archeologo. «Meriterebbe ben altro rilievo». Proprio il letto doveva essere al centro dell’esposizione progettata nel museo, mai aperto, di Santa Maria dei Raccomandati, di cui lo stesso d’Ercole sarebbe dovuto essere il direttore. «È incredibile come, a 12 anni dal sisma, quella struttura sia ancora chiusa», continua d’Ercole. «Il museo era praticamente pronto: le vetrine erano state montate, i pannelli già stampati. Eravamo a un passo dall’inaugurazione: c’erano tutti gli arredi, persino le sedie in quella che doveva essere la mia stanza da direttore, le lampade da tavolo, le scrivanie». Gli spazi espositivi, in pieno centro storico, lungo corso Vittorio Emanuele, avrebbero raccontato, attraverso reperti ed epigrafi, il territorio aquilano dalla protostoria fino all’urbanizzazione di epoca romana. «Sarebbe stato lo spazio adeguato per permettere alla città di riappropriarsi dei propri tesori», spiega l’archeologo, «con tanto di sala congressi e depositi. Non mi capacito di come ancora sia tutto fermo al 6 aprile 2009». In realtà, proprio nei giorni scorsi, con una determina, il Comune ha affidato a una società di ingegneria – Servizi Integrati srl – i servizi relativi alla progettazione e alla direzione del cantiere per il consolidamento e restauro dell’ex convento. L’importo dell’appalto supera il milione e mezzo e il lavoro andrà completato in 180 giorni. La speranza è che, una volta finiti i lavori, quella struttura possa davvero ospitare i capolavori dell’archeologia aquilana, attualmente “disseminati”, per la maggior parte, tra Chieti e Celano.
IL LETTO D’OSSO. Una volta pronto il museo archeologico in pieno centro cittadino potrebbe tornare in città anche il noto letto d’osso della tomba 520 di Fossa, rinvenuto nel 2000 dallo stesso d’Ercole. Uno straordinario esemplare di letto funerario con raffigurazioni di Ercole e il leone nemeo sul fulcrum (cuscino) e con sulle gambe probabilmente Triton, attribuito alla bottega del maestro di Aveja.
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