Il libro di Grilli scardina la struttura narrativa classica

20 Maggio 2017

La provocatorietà. Il rovesciamento parodistico di miti e stilemi culturali. Lo scardinare una struttura narrativa classica, vale a dire la successione di accadimenti che generano la trama, per...

La provocatorietà. Il rovesciamento parodistico di miti e stilemi culturali. Lo scardinare una struttura narrativa classica, vale a dire la successione di accadimenti che generano la trama, per risolverla in un eventiful play, in una trasposizione teatrale dai sipari alzati su una vorticosa serie di eventi anche scollegati tra loro.
L’individuare, sì, un personaggio principale - la pucciniana Turandot (con citazioni costellanti il libro) - la quale viene tuttavia nel racconto “fermata” dall’Autore quand’è la giovane figlia dell’imperatore cinese andata sposa al principe che, vincendo la sfida da lei lanciata, l’ha vinta in moglie, per ospitare altre storie, e fatta ritrovare vent’anni dopo, madre di due figli.
Quanto può tutto questo definirsi romanzo o racconto in senso classico? Poco. Ma è questa l’avvertenza di base per entrare nel metaracconto di Diego Grilli “Camelie, gardenie, azalee, peonie” (2017, Bastogi p. 79, € 12), pubblicato in questi giorni da Bastogi nella collana Percorsi Narrativi.
L’Autore – scrittore, docente, anglista e per decenni responsabile di Istituti Italiani di Cultura in Paesi soprattutto musulmani, ora tornato a vivere nella natìa Sulmona – consegna ai lettori una narrazione il cui percorso è consapevolmente non individuabile in ottica unitaria. “Camelie” è un po’ come il libretto di un’opera lirica, gregario rispetto alla musica, piegato all’ospitalità di arie e melodie anche indipendenti tra loro, in cui sta l’essenza dell’opera stessa e che una singola storia non potrebbe tutte contenere; libretto che, certo, presenta la particolarità di essere narrato (la voce costante è quella dello scrittore) e non parlato, ma che mantiene stretta affinità con una pagina scandita, più che dalle righe, dal pentagramma. Si lascia ai lettori di seguire le varie storie: non solo quella di Turandot, ma di altri personaggi, dalla cugina, la bastarda Kiu Nun Jin, a suo padre, il principe cadetto che cospira contro l’imperatore; dalla principessa Liu Tang, all’acrobata M.me Cheng; dal contadino poeta, al santone, agli ospiti delle Cliniche della Vita, ad altri, in una favolosa Cina fuori dal tempo e dallo spazio.
Per l’anglista Grilli la cifra privilegiata per agirli su scena, con continui exits ed entrances, è quella splatter e divertita, horrific ed ammiccante (anticipata dalla decapitazione di Oloferne in copertina) propria del teatro inglese elisabettiano e postelisabettiano, ma con un linguaggio moderno.
Ne nasce un divertissement che va letto sorridendo, affacciandosi da un palco a teatro su un’opera buffa e dissacrante.
Il volume “Camelie, gardenie, azalee, peonie” verrà presentato in anteprima a Sulmona oggi alle 17.30 nell’auditorium diocesano (di viale Roosevelt) da Fabio Valerio Maiorano e Gemma di Iorio. Interverranno sua eccellenza il vescovo di Sulmona-Valva monsignor Angelo Spina e la presidente Lions club di Sulmona, Rita Quaranta.
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