Il Lions ora getta acqua sul fuoco: «Burlesque indigesto per pochi»

9 Dicembre 2022

Secondo l’organizzazione l’esibizione dell’attrice Giulia Di Quilio è stata contestata da una minoranza E l’artista “ringrazia” i benpensanti: è anacronistico, ma meno male che c’è ancora chi si scandalizza

SULMONA. Non si placano le polemiche sullo spettacolo di burlesque interrotto durante la festa di beneficenza organizzata dal Lions di Sulmona per raccogliere fondi per realizzare un pozzo d’acqua potabile in Africa. Alcuni dei presenti, a dire il vero pochissime persone, si sono lamentate ritenendo che lo spettacolo non fosse adatto alla solennità della serata, tanto da chiedere agli organizzatori di bloccare l’esibizione dell’attrice abruzzese Giulia Di Quilio. Per tutti parla Ennio Bellucci, membro del direttivo del Lions e organizzatore della serata insieme a Gianfranco Santarelli: «Intanto voglio sottolineare che, grazie alla sensibilità dei soci Lions e di tutti gli intervenuti, il fine benefico e solidale della lodevole iniziativa è stato centrato. L’esibizione di Giulia Di Quilio, apprezzata e applaudita dalla quasi totalità dei presenti voleva essere, e lo è stato, un qualcosa in più, una novità che ha incuriosito e interessato. Non ha avuto il pieno consenso di tutti: in pochissimi, quattro o cinque persone tra gli oltre 120 presenti, seppur con garbo, hanno espresso la loro opinione. Non c’è stata nessuna censura, nessuna critica», prosegue Bellucci, «solo un rilievo abbastanza contenuto sull’opportunità di una “terza uscita”».
«Due esibizioni erano già state fatte», dice ancora l’organizzatore, «come spesso accade, le novità, perché anche di questo si è trattato, stentano ad affermarsi. Nel pieno rispetto delle idee e delle opinioni di ognuno penso che la bellezza, la pulizia, l’armonia che il corpo umano, soprattutto femminile, manifesta nelle sue espressioni più alte, vada apprezzato e guardato come una delle forme d’arte tra le più autentiche e genuine. Il burlesque, di cui Giulia è una delle più apprezzate e maggiori interpreti, al di là del mio rapporto di amicizia con lei, è un’espressione artistica che si manifesta attraverso la gestualità, la sensualità, la seduzione del corpo senza falsi pudori, paure e malcelate vergogne. Come la stessa Di Quilio ha poi argomentato a conclusione del suo applaudito mini show. Non accreditiamo l’opinione di pochi, seppur rispettandola, come l’idea o il giudizio dei più. Sbaglieremmo non una, ma due volte. Anche perché, ad onor del vero, così non è stato».
Anche la protagonista è tornata sull’argomento. Lo ha fatto sulla sua pagina Instagram: «Se da un lato quello che è successo è folle, anacronistico, becero e provinciale», ha scritto Di Quilio, «dall’altro meno male che esistono i benpensanti, nel senso che uno dei compiti dell’arte è scandalizzare. Anzi, un’arte che non scandalizza, che non provoca, che non irrita, forse non è neanche arte. L’arte troppo digerita, assimilata e accettata forse non serve a niente, nemmeno a se stessa».
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