Il luppolo ai piedi del Gran Sasso

24 Gennaio 2019

Giovane imprenditrice di Castel del Monte avvia la produzione

CASTEL DEL MONTE. L’azienda agricola Mappavel’s nasce nel 2017, nel borgo di Castel del Monte nel Parco nazionale Gran Sasso-Laga. La titolare è una ragazza di vent’anni, Sara Aromatario, che con passione, coraggio e grande spirito di iniziativa ha iniziato a coltivare cereali, leguminose e in particolare il luppolo. Ne dà notizia Mario Basile, già sindaco del paese.
«La sua esperienza con il luppolo», racconta Basile, «è nata da un viaggio di ritorno da Praga, nel quale ha visto per la prima volta una piantagione, e incuriosita, non appena tornata si è attivata per seminare questa nuova coltura. Il primo ostacolo è stata proprio l’altitudine in cui si trova il paese; la pianta, infatti, si sviluppa non oltre i 1.200 metri, ma con la sua caparbietà Sara ha voluto tentare comunque nonostante tutti i pareri negativi, tranne quello di un altro ragazzo, Mario Napoleone, che al contrario l’ha sempre sostenuta. Nel 2017 ha seminato tre qualità differenti di luppolo ed è riuscita a captare quale luppolo arrivasse a maturazione, nonostante le temperature rigide dell’inverno e le estati fresche, e nel 2018 ha ampliato il suo luppoleto con altre 50 piante rientrando in un progetto nazionale del Crea, ente di ricerca, che le ha dato la giusta formazione per ottenere migliori risultati. Il raccolto dello scorso anno ha fruttato 56 kg di luppolo fresco, un grande traguardo e soprattutto una grande soddisfazione Inoltre, la qualità di luppolo coltivato ha delle qualità differenti rispetto a quella tradizionale, dettate soprattutto dal tipo di suolo e dall’altitudine. Con il raccolto oltre alla produzione di birra, Sara si è voluta ricollegare alle tradizioni del suo paese, in particolare alla pastorizia, infatti grazie all’aiuto di AquiLana e di Rosetta Germano, è riuscita a tingere la lana con il luppolo, ottenendo un giallo ocra. Quello di Sara è un esempio per far comprendere che occorrono buona volontà, inventiva e coraggio per essere da stimolo ai tanti giovani. Sara è un esempio che dovrebbe incoraggiare la politica a sostegno di queste economie montane, una politica che funziona spesso a corrente alternata (una volta se ne parla e un’altra non si fa nulla di concreto). Il suo esempio deve tendere anche a stimolare chi vive nei nostri paesi per formare un piccolo esercito di “incoraggiatori”, come ha scritto “il paesologo” Franco Arminio, perché questi nostri paesi possano sperare in un futuro».