Il maestro Cerasoli stroncato da malore

3 Maggio 2020

Si spegne a Pescara (dove viveva) il noto musicista e direttore d’orchestra aquilano. Aveva combattuto contro il coronavirus

L’AQUILA. Il 10 aprile rassicurava così un amico che gli chiedeva notizie sulle sue condizioni di salute: «Finalmente, dopo 25 giorni di ospedale, sono a casa. Mi devo ancora curare, ma per il solo fatto che l’ho scampata va bene così. State attenti che non è affatto uno scherzo».
Superato il coronavirus, un malore ha portato via il maestro Paolo Cerasoli. Un dolore toracico la mattina del Primo maggio, la chiamata al 118, l’arrivo al pronto soccorso e l’aggravamento irreversibile. Personaggio aquilano molto conosciuto, aveva 70 anni e viveva a Pescara (zona Pineta) dove aveva continuato l’attività artistica organizzando concerti e promuovendo iniziative culturali e impegnandosi nel volontariato in Croce rossa. La musica piange la scomparsa del noto organista, già docente del Conservatorio “Casella”, direttore d’orchestra e compositore. Una vita per la musica, con alcune predilezioni: Bach e il pianoforte. Ne aveva suonati tanti, in Italia e all’estero. Da quello delle chiese aquilane (da giovane cominciò coi matrimoni) fino all’organo della Cattedrale di Stoccolma. Personalità poliedrica, interpretò il personaggio di Mozart nella produzione del Teatro Stabile “Casa Mozart” per la regia di Vittorio Gelmetti.
Innumerevoli i messaggi di cordoglio alla compagna e ai figli comparsi su Facebook. Dagli allievi ai colleghi.
Il compositore Sergio Rendine ha scritto: «Come sta avvenendo nella società, con te Paolo è un’epoca che se ne va, un’epoca dove c’erano ancora i sogni e l’amore. Beato a te che non vedrai quello che è scritto dietro la pagina che stiamo voltando. Buona luce. Paolo amico mio. Una vita condivisa in ogni istante. Sempre presenti uno per l’altro. Ciao maschiè! È la prima volta che mi freghi».
Il nome di Cerasoli evoca anche la vivacissima stagione musicale cittadina tra gli anni Sessanta e Settanta, che lo vide protagonista, con altri musicisti, della nascita di gruppi che animavano le serate. Dal 1965, con “Gli Elettronici”, alle altre formazioni (tra le quali il Gruppo musicale Arco Ricci) fino alla musica da Conservatorio e, da direttore, dell’Orchestra di Fiati Aquilana e di altri ensemble. Riposerà nel cimitero monumentale, dove domani alle 11,30 avverrà la tumulazione alla presenza dei soli familiari più stretti.
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