Il Mammut impazza Altro fine settimana con il tutto esaurito

21 Marzo 2022

L’esemplare è conservato dal 1958 al Forte Spagnolo Le visite in programma tutti i week end fino all’8 maggio  

L’AQUILA. Terzo fine settimana da tutto esaurito, quello appena trascorso, per Pietro, lo scheletro di Mammuthus Meridionalis, risalente a un milione e trecentomila anni fa, che tra qualche giorno compirà 68 anni dalla sua “rinascita”.
L’ANNIVERSARIO
Il Mammut, come lo chiamano semplicemente gli aquilani da generazioni, infatti, è stato scoperto il 25 marzo 1954 a Scoppito, in località Madonna della Strada, in una cava di argilla utilizzata per la produzione di laterizi. Una scoperta unica avvenuta, a meno di un metro, tra mistero, incredulità e sospetto. Conservato dal 1958 nel bastione Est del Forte Spagnolo, è uno tra gli esemplari più completi rinvenuti in Europa. Databile al Pleistocene inferiore, lo scheletro è in buono stato di fossilizzazione e appartiene a un esemplare di maschio adulto alto 4 metri al garrese e lungo 6,50 metri dalla punta della zanna all'estremità della coda, del peso di oltre 10 tonnellate: la zanna destra, l’unica originaria (la sinistra, probabilmente, l’ha persa durante un combattimento, procurandosi una profondissima ferita), ha il peso di 100 chili.
IL RESTAURO
Alla fine degli anni ’80 si rese indispensabile un intervento di restauro, che iniziò alla fine del 1987 e si concluse a giugno del 1991. Lo scheletro non venne più toccato fino al 2009. In seguito al terremoto ha subito un accurato intervento di restauro, finanziato dalla generosa donazione di 600mila euro della Guardia di Finanza. Lo scheletro è stato studiato , smontato, restaurato in quasi due anni di lavoro, osso per osso.
L’ALLESTIMENTO
Rispetto al passato, i visitatori possono godere anche di un nuovo allestimento della sala che ospita l’imponente fossile, ora accompagnato da un corredo didattico e informativo agile, destinato a tutti, che racconta nei dettagli la ricchezza del territorio 1.300.000 anni fa. Il Munda ha commissionato a Benoit Clarys una illustrazione del Mammut che lo “fotografa” ancora in vita e con entrambe le zanne. A completare l’habitat sono esposti, grazie al prestito della Soprintendenza di Chieti e Pescara, zanne e molari di una mammut femmina di circa 30 anni, ritrovati a Campo di Pile e a Pagliare di Sassa, oltre a resti di rinoceronte, ippopotamo antico, megacero, di circa 700.000 anni fa.
PROSSIME APERTURE
Sarà possibile vedere lo scheletro tutti i week end fino all’8 maggio, anche a Pasqua, Pasquetta, il 25 aprile e il primo maggio, dalle 10 alle 17 con ingresso contingentato ogni mezz’ora. Il biglietto d’ingresso al castello costa 4 euro l’intero, 2 il ridotto ed è gratuito nei casi previsti dalla legge. Con lo stesso ticket sarà possibile anche visitare il Munda, di fronte alle 99 cannelle, fino all’8 maggio. La prenotazione può essere effettuata sul sito museonazionaledabruzzo.cultura.gov.it e, per agevolarla, è stata predisposta una biglietteria di fronte all’entrata del Castello. L’ingresso è consentito con Green pass.
LINEA VERDE
Sabato 16 aprile alle 12.15 anche la nota trasmissione di Rai Uno si occuperà dello scheletro, all’interno di un viaggio nel territorio.
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