Il medico Gallese verrà sospeso dalla Asl

L’azienda prepara il provvedimento per il dirigente del Centro di salute mentale. Nuove accuse contro Aratari e la moglie
AVEZZANO. I vertici della Asl hanno avviato le procedure che porteranno alla sospensione dal servizio dello psichiatra Angelo Gallese, 61 anni, responsabile del Centro di salute mentale di Avezzano in qualità di dirigente di struttura semplice dal 31 gennaio 2001. Gallese si trova rinchiuso nel carcere di Pescara da giovedì sera, travolto dall’inchiesta della Procura di Avezzano su un giro di falsi certificati medici. Un atto dovuto, quello della Asl, anticipato nei giorni scorsi dalle dichiarazioni del manager dell’azienda provinciale, Rinaldo Tordera, che a sua volta ha avviato un’indagine interna. Il manager, rivolgendo un plauso ai finanzieri che hanno portato avanti l’indagine, ha parlato di «gravissimi e inqualificabili fatti emersi» e che «purtroppo coinvolgono anche dipendenti dell’azienda». «Auspico che l’inchiesta consenta di individuare eventuali responsabilità di operatori che svolgono compiti importanti all’interno delle istituzioni sanitarie e che dovrebbero sempre dare prova ed esempio di correttezza e credibilità. Siamo al fianco delle Fiamme gialle per dare loro, se necessario, la massima collaborazione nel proseguimento delle indagini», ha aggiunto Tordera.
Gallese, che ad Avezzano è titolare anche di un rapporto di consulenza specialistica psichiatrica con la casa circondariale, ha negato ogni addebito nel corso dell’interrogatorio di garanzia, sottolineando un fraintendimento nella sua attività di medico.
L’inchiesta ha portato il gip Proia a firmare dieci ordinanze di custodia cautelare. L’accusa evidenzia un giro di falsi certificati medici per domande risarcitorie dopo incidenti stradali, istanze di congedo per malattia al proprio datore di lavoro, domande di invalidità o di esonero dal presenziare ai processi. I reati ipotizzati, a vario titolo, vanno dalla corruzione alla frode processuale, dalla falsità materiale e ideologica commessa da pubblici ufficiali in atto pubblico alla frode assicurativa, fino alla truffa ai danni dello Stato e al favoreggiamento. Accuse suffragate da video registrati da una telecamera nascosta nello studio di Gallese e da numerose intercettazioni telefoniche.
Proprio da alcune intercettazioni emergono nuove accuse nei confronti di Arnaldo Aratari e della moglie Tiziana Mascitelli. Il gip, nell’ordinanza di custodia, evidenzia un tentativo da parte dei due per depistare le indagini. In particolare, secondo l’accusa, entrambi «si sono adoperati allo scopo di individuare l’auto del maresciallo della Finanza incaricato di svolgere le presenti indagini, pedinarlo sino alla sua abitazione ad Avezzano e pianificare un accesso al suo interno in un secondo momento per raccogliere elementi di prova contro l’operante».
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