Il medico è malato, l’ambulatorio chiude

14 Marzo 2019

I pazienti dell’Onco-ematologia rispediti a casa per l’assenza dell’unico dottore in servizio. La Asl: faremo un nuovo bando

SULMONA. “Chiuso per malattia” l’ambulatorio di Onco-ematologia dell’ospedale. Ieri e martedì tutti i pazienti che avevano n programma visite, esami o terapie sono stati rimandati a casa perché era assente per malattia l’unico medico rimasto in servizio. Un disagio che molti hanno voluto esternare bussando alla porta del Tribunale per i diritti del malato.
Rischia di nuovo la paralisi, dunque, il servizio di Ematologia dell’ospedale, abbinato a quello di Oncologia. Eppure sono mille i pazienti oncologici in carico al reparto e 1.200 quelli ematologici, che arrivano da tutto il centro Abruzzo. Più di 50, inoltre, le visite a settimana che si programmano nel reparto e che stanno andando a rilento ultimamente per le carenze di organico. Carenze, che già negli anni scorsi spinsero la Asl a chiudere il reparto per due settimane, in occasione delle ferie estive. Cosa già accaduta in passato – in concomitanza dell’estate o delle feste natalizie – con la chiusura di reparti e ambulatori, fra cui Dermatologia, Diabetologia, Neurologia. Ora, le sempre maggiori richieste di cure e il numero crescente di tumori e patologie connesse in Valle Peligna, impongono più attenzione. Basti pensare che dei 650 nuovi casi all’anno di tumore alla mammella, quasi la metà colpisce donne della Valle Peligna, come certificato dalla Asl provinciale tempo fa. L’azienda sanitaria, intanto, fa sapere di essersi attivata per reperire altro personale. «Il medico che la Asl ha cercato di trovare tramite un avviso pubblico ha rinunciato e per questo l’azienda si accinge a bandire un secondo avviso, secondo i tempi tecnici previsti dalle procedure», precisa la direzione aziendale. «In attesa del varo di un secondo bando, come ulteriore tentativo di trovare una soluzione provvisoria, l’azienda sta verificando la possibilità di destinare a Sulmona, nei prossimi giorni, un altro medico tra quelli attualmente in servizio in altre aree della provincia. Operazione non facile poiché l’organico complessivo è già insufficiente».
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