Il Meetup chiude le porte a Di Girolamo

4 Ottobre 2020

La senatrice espulsa insieme al garante Di Genova dal gruppo degli attivisti del Movimento 5 Stelle

SULMONA. La senatrice Gabriella Di Girolamo è stata espulsa con voto unanime dal Meetup Amici di Beppe Grillo di Sulmona. Lo annunciano in un comunicato stampa i membri dello stesso Meetup «a seguito dei gravi fatti avvenuti nei mesi scorsi e delle azioni irregolari e contrarie allo Statuto del Meetup stesso, compiute sia dalla senatrice Di Girolamo che dal consorte Fabio Di Genova, già “garante del gruppo”, alcune delle quali opportunamente segnalate da questo gruppo ai probiviri del Movimento». I fatti risalgono al giugno scorso quando il portavoce del Meetup nel corso di una telefonata, ebbe a rivolgersi con parole di minaccia verso un giornalista. La senatrice, imbarazzata e indignata dell’accaduto, se ne dissociò subito apertamente. Da qui lo scontro con alcuni membri del Movimento ed oggi l’espulsione. Il Meetup, ridotto a quattro o cinque persone, contesta alla senatrice che «la sede in via De Nino, sarebbe stata negata e sottratta al gruppo con un cambio di serratura senza preavviso e d’imperio della stessa parlamentare, nonché l’appropriazione e detenzione del materiale, compresi i documenti e le agende del Meetup, articoli di stampa mai smentiti o rettificati, con notizie di espulsioni di attivisti che, da parte di un portavoce eletto, non sono formalmente consentite». «Prendo atto che non si attenuano gli attacchi nei miei confronti da parte di quelle stesse persone che mi chiedevano di intervenire in loro difesa dopo aver compiuto atti di violenza verbale nei confronti di un giornalista nello scorso mese di giugno», replica secca la senatrice Di Girolamo. «Ricordo che il M5S è un movimento che abiura questi comportamenti e prende le distanze da ogni forma di violenza, dunque continuo a non riconoscere queste persone come membri del M5S. Non saper ammettere i propri errori e arroccarsi come detentori della verità assoluta è un grande limite personale che non mi appartiene. Sottrarsi al confronto con chi è chiamato a dirimere questioni simili non è una mia caratteristica, Credo di aver fatto bene ad allontanarli dal mio ufficio parlamentare», prosegue la parlamentare, «e ad aver ripreso in mano gli strumenti che gli avevo concesso quando ancora godevano della mia fiducia. A questo punto sono costretta a prendere provvedimenti per vie interne in difesa del Movimento». (c.l.)
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