Il metanodotto incassa un altro sì: la Snam realizzerà il suo progetto

Il via libera dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente neutralizza 15 anni di battaglie Per la costruzione dell’opera stanziati 2,4 miliardi: prevista anche una centrale di compressione
SULMONA. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente dà l’ok alla realizzazione del metanodotto Snam Sulmona Foligno. Il potenziamento della linea Adriatica, che porterà il gas da una parte all’altra del Paese diventerà realtà. Dopo un primo freno l’Arera ha dato il via libera al progetto Snam da 2,4 miliardi di euro che prevede anche la centrale di compressione in località Casa Pente a Sulmona. Un’accelerata che arriva dopo 15 anni di battaglie contro la realizzazione del tracciato di ben 167,7 chilometri grazie al quale l’Italia entro il 2027 dovrebbe avere un’opera ritenuta da Snam «strategica» e dalle associazioni e dalle amministrazioni locali «inutile e obsoleta». Il 6 dicembre scorso la Snam ha avviato, come previsto dalla legge, una consultazione pubblica per capire le posizioni in merito a sostenibilità economica e rapporto costo benefici del metanodotto. Questa fase è terminata a gennaio con una serie di controdeduzioni presentate in particolare dal Comune di Sulmona e da quelli limitrofi, ma anche dalle associazioni ambientaliste e dai comitati da anni impegnati ad ostacolare la realizzazione del metanodotto e della centrale di compressione. Se da un lato ci sono state delle realtà che si sono opposte alla mega infrastruttura, dall’altra ce ne sono state altre che invece l’hanno ritenuta strategica come Confindustria, Proxigas, Utilitalia, Energia Libera, Aiget, Eni, Edison, e Hera Trading. Proprio per questo Arera, traendo le somme di tutto ciò che è accaduto durante il mese e mezzo di consultazioni, ha deciso di esprimere parere positivo su quello che è stato definito «un intervento di sviluppo della linea Adriatica». Proprio secondo l’autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, inoltre, ci sarebbe «l’opportunità di destinare allo sviluppo della linea Adriatica le risorse del programma RepowerEu, integrativo dei Piani nazionali di ripresa e resilienza, finalizzato a sostenere l’indipendenza dalle fonti fossili russe». E proprio per questo è stata fatta una particolare segnalazione al Governo che dovrà seguire l’iter per la realizzazione. Una doccia gelata per le amministrazioni locali, le associazioni e i comitati che avevano sperato fino all’ultimo di poter vedere bloccato il progetto. L’ennesimo semaforo verde per il metanodotto è stato anche accompagnato dall’invito di Arera «ad approfondire misure che possano consentire una copertura dei costi di realizzazione della linea Adriatica da parte dei futuri utilizzatori della direttrice italiana sud-nord, anche ai fini dell’esportazione di gas verso i Paesi confinanti per assicurare una effettiva diversificazione delle fonti di approvvigionamento all’Ue, ad esempio attraverso procedure di conferimento di capacità di trasporto di lungo periodo da tutti i punti di entrata da sud, valutandone la percorribilità in termini di tempi e procedure».
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