Il ministro Costa: «Bisognerà assicurare un rapido recupero ambientale dell’area»

«Appena possibile mi recherò personalmente al Parco del Gran Sasso per verificare l’entità dei danni e valutare gli interventi per scongiurare il rischio dissesto». A parlare è il ministro dell’Ambien...
«Appena possibile mi recherò personalmente al Parco del Gran Sasso per verificare l’entità dei danni e valutare gli interventi per scongiurare il rischio dissesto». A parlare è il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, in costante aggiornamento con le autorità locali per seguire l’evoluzione dell’incendio. Centinaia di ettari di vegetazione distrutti dalle fiamme, tra cui un vasto bosco di pini neri risalente agli anni ’30, collocato a 1200 metri di altitudine. Attualmente i focolai sono stati soppressi, ma i soccorritori impegnati nello spegnimento stanno ancora lavorando alla messa in sicurezza delle aree interessate, riferisce il ministero in una nota. «Sono in contatto costante con il presidente del Parco, Tommaso Navarra», spiega il ministro, «il quale mi ha informato che nelle prossime ore provvederà a inviare una relazione sullo stato dei fatti alla direzione ministeriale competente. Il nostro obiettivo è avviare un rapido recupero ambientale e riduzione dei conseguenti rischi da dissesto». La deputata Pd Stefania Pezzopane afferma: «Combattiamo un fuoco assassino contro cui siamo impegnati ormai da quattro giorni. Ringrazio la signora prefetta Torraco con cui ho interloquito utilmente dalle prime ore, appena sviluppato l’incendio ad Arischia, ho ringraziato anche i due viceministri Vito Crimi e Matteo Mauri con cui mi sono coordinata stando a Roma, già venerdì mattina quando si è sviluppato il terribile incendio a Pettino. A loro ho chiesto e da loro ho ottenuto il massimo possibile con l’invio di ben 7 Canadair, 2 Ericsson che hanno lavorato a pieno regime con i due mezzi della Protezione civile regionale. Imponente lo sforzo delle squadre di vigili del fuoco e ringrazio sia l’ingegnere Manzella che l’ingegnere Malizia, da ore al lavoro. Nel mio lungo giro nel territorio, da Arischia, a Collebrincioni, da Pettino alla prefettura, dalla sala operativa regionale all’area di controllo nei pressi dell’ospedale, ho visto centinaia di persone al lavoro. Volontari generosissimi e vigili del fuoco, carabinieri ambientali ed esercito (Il colonnello Paolo Sandri era ad Arischia con i suoi uomini), forze dell’ordine e funzionari di enti locali, comuni e dello Stato. Il lavoro continua anche in queste ore, e speriamo di vincere questo orribile nemico. Siamo di fronte a un fuoco assassino. Mi auguro che gli autori di questo gesto vengano assicurati alla giustizia».

