Il ministro inaugura “Lago d’oro” Nuova azienda e 60 posti di lavoro

Giovedì 6 il taglio del nastro con Lollobrigida: struttura da 6mila metri quadri costata otto milioni Si punta sulla grande distribuzione: il centro più grande d’Europa per il confezionamento dei finocchi
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Il Fucino vira sulla grande distribuzione grazie al più grande centro di lavorazione di finocchi d’Europa.
La struttura di seimila metri quadrati della società agricola “Lago d’oro”, costata 8 milioni di euro, sarà inaugurata giovedì prossimo. A tagliare il nastro del centro che darà lavoro complessivamente a 180 persone, grazie a 60 nuove assunzioni, sarà il ministro delle politiche agricole Francesco Lollobrigida.
LA STRUTTURA
I finocchi sono uno degli ortaggi che va per la maggiore nel Fucino e, stando ai dati, anche sulle tavole degli italiani. L’80 per cento dei finocchi nel mondo è made in Italy e di questi, buona parte, passa per le mani della “Lago d’oro” dei fratelli Luigi e Nicola D’Apice. Per questo la loro struttura non era più in grado di soddisfare le esigenze di un mercato dove la richiesta continua a crescere di anno in anno.
«Ci siamo resi conto che la nostra azienda non poteva più assorbire nuovi clienti», ha raccontato Luigi D’Apice che è anche presidente dell’Opoa Marsia, «abbiamo deciso quindi di investire e di crescere. Abbiamo creato un impianto di lavorazione di finocchi di ultima generazione, il più grande d’Europa. Abbiamo creduto molto nel prodotto perché abbiamo visto un mercato in continua espansione. Siamo un’azienda affermata, ma non potevamo crescere più con gli strumenti a disposizione», afferma D’Apice. Per questo abbiamo deciso di guardarci intorno e di investire».
L’azienda dei fratelli D’Apice lavora 365 giorni l’anno. Ha approvvigionamenti non solo nel Fucino ma anche in altre regioni d’Italia per assicurare sempre finocchi a tutti i clienti sparsi non solo lungo lo Stivale ma anche in Europa.
«Abbiamo una cooperativa interna composta da circa 100 soci, grazie alla quale riusciamo sempre a portare sempre sui banchi dei mercati il nostro prodotto», ha continuato D’Apice, «per sei mesi abbiamo solo un prodotto nostro del Fucino, poi negli altri sei mesi lo prendiamo dalla Puglia e poi ancora dalla Basilicata e dalla Campania».
I NUMERI
La “Lago d’oro” conta attualmente 130 dipendenti, ma quando il nuovo stabilimento andrà a regime assumerà altro personale per coprire sia la campagna, sia la linea produttiva. «Attualmente abbiamo 130 dipendenti tra terre e stabilimento», ha precisato il proprietario del sito, «quando andremo a regime, cioè tra qualche mese, avremo bisogno almeno di 60 dipendenti in più. Contiamo di arrivare a 180 lavoratori tra campagna e magazzino. La nuova struttura di 6mila metri quadrati con macchinari interconnessi tra loro e un investimento complessivo di 8 milioni di euro avrà una capacità di produzione di 150 tonnellate in 7 ore, circa 22 tonnellate all’ora». Anche se la tecnologia la fa da padrone nella nuova casa della “Lago d’oro” la manodopera gioca ancora un ruolo centrale. Per questo serviranno nuovi dipendenti che potranno gestire non solo l’attuale produzione, ma anche i nuovi obiettivi dei fratelli D’Apice.
«All’interno dello stabilimento arriva il finocchio direttamente dalla campagna, viene pulito, controllato e poi confezionato nei vassoi», ha sottolineato Luigi D’Apice, «con il nuovo sito vogliamo allargare la gamma delle confezioni e puntare alla gamma evoluta per rendere il finocchio più appetibile e alla portata di tutti. Lo stabilimento entrerà in funzione dopo Pasqua».
L’INAUGURAZIONE
A tagliare il nastro della nuova struttura arriverà il ministro Francesco Lollobrigida. Alle 9.30 è prevista l’accoglienza nel sito di San Benedetto dei Marsi. Prenderanno parte il sindaco Quirino D’Orazio, il sottosegretario all’Agricoltura, Luigi D’Eramo, il presidente della Regione, Marco Marsilio, il vicepresidente con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, il vescovo, monsignor Giovanni Massaro, e le autorità locali e regionali.
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