Il ministro Lorenzin: «Sulla Neurochirurgia disposte verifiche»

3 Dicembre 2016

Si sta valutando se nella Marsica c’è un’adeguata assistenza Il sindaco Di Pangrazio: «Accelerare sul nuovo ospedale»

AVEZZANO. Una verifica sulla vicenda riguardante la chiusura del reparto di neurochirurgia. È stata chiesta dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, alla luce di un provvedimento adottato questa estate dal primario dell’unità operativa dell’Aquila, Renato Galzio, e che ha portato contestazioni nella Marsica. Ad annunciarla è stato il ministro del governo Renzi nel corso di una visita istituzionale ieri all’ospedale di Avezzano. Lo scopo è verificare se il provvedimento, definito provvisorio, possa comportare un rischio per i cittadini e i pazienti marsicani. Sono numerosi, in casi urgenti, i trasferimenti all’Aquila per l’assenza del reparto nella Marsica. «La direzione», ha spiegato la Lorenzin, che nella sua recente visita a Cappadocia, su sollecitazione di alcuni cittadini aveva preso l’impegno con il Centro ad approfondire la vicenda, «sta seguendo con attenzione la realizzazione delle reti per accertare che ci sia una garanzia di assistenza per tutti i pazienti marsicani». Il provvedimento di chiusura era stato disposto per carenza di personale medico, una carenza a cui la Asl ha poi sopperito con l’arrivo di nuovi neurochirurghi, ma che non ha portato alla conseguente riapertura del reparto salva vita. La prima tappa della visita ha riguardato la Pediatria, la seconda il reparto di di neurologia-stroke-unit. Alla visita del ministro erano presenti, tra gli altri, il sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli (Ncd), il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, l’onorevole Filippo Piccone (Ncd), il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio (Pd), il manager della Asl, Rinaldo Tordera, insieme al direttore amministrativo Laura Coppola, al direttore sanitario Teresa Colizza e al direttore sanitario di presidio Lora Cipollone. Il ministro Lorenzin, al suo arrivo in ospedale, ha visitato prima il reparto di pediatria, diretto dalla dottoressa Antonella Gualtieri, dove si è intrattenuta a scherzare con i piccoli pazienti, e successivamente è andata nel reparto di neurologia, guidato dal professor Antonio Carolei.

«La situazione in Abruzzo è molto migliorata, tanto che la Regione è uscita dal commissariamento svolgendo al meglio i compiti a casa», ha affermato la Lorenzin, «facendo anche degli sforzi non banali di riorganizzazione. La sfida è mantenere questi standard e migliorarli. La Regione ha piena capacita di ristrutturare i vecchi edifici e di realizzarne di nuovi. È ovvio che l’ospedale di Avezzano è vecchio e questa comunità merita una struttura adeguata alla qualità dei professionisti che vi lavorano. Si vede da come sono allocate le stanze. Ma ha anche griglie di Livelli essenziali di assistenza con un ottimo punteggio». Il ministro ha parlato dei fondi per la costruzione del nuovo ospedale della Marsica, stanziati dalla Regione e che ammontano a quasi 84 milioni di euro. Il ministero della Salute ha investito 23 milioni, 1,3 la Regione Abruzzo e 59 saranno messi a disposizione con un progetto di finanza privata.

Per il sindaco Di Pangrazio la visita del ministro è stata «un’occasione per definire subito la tempistica e accelerare le pratiche per il nuovo ospedale della Marsica». Il parlamentare Piccone, ricordando «la particolare attenzione accordata all’Abruzzo dal ministro, che si è concretizzata con azioni concrete anche grazie all’azione del sottosegretario Chiavaroli», ha sottolineato diverse problematiche e incongruenze. «Metà della provincia insiste sul territorio marsicano», ha rimarcato Piccone, «e purtroppo soffriamo di questa dicotomia con L’Aquila. Serve un’azione per riequilibrare tale disparità e invito i politici ad aprire, dopo il referendum, un discorso con gli amministratori pubblici, che non sono nemici ma politici disposti a lavorare per il bene di tutti i cittadini».

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