«Il mio dolore si è trasformato in rabbia»

La mamma di Giancarli: le strade africane sono oro rispetto alla Cintarella, è inaccettabile
CAPISTRELLO. «Il mio dolore si è trasformato in rabbia, la Cintarella è diventata la strada delle croci, ma chi ci amministra cosa aspetta a far partire i lavori?».
È arrabbiata e allo stesso tempo determinata Maria Rita Di Benedetto che quattro anni fa ha perso il suo Alessandro (Giancarli, 23 anni) in un incidente stradale avvenuto proprio lungo la Cintarella. Si aspettava di trovare il guard-rail e la strada in sicurezza ieri mattina e invece c’erano solo un’altra croce e tanti amici che del suo ragazzo per i quali vuole lottare fino a quando la strada non sarà sistemata.
«Per mio figlio desideravo un matrimonio, chi non lo vorrebbe», ha raccontato con la voce sicura e allo stesso tempo provata da un grande dolore, «invece mi sono ritrovata a portare una corona di fiori su una croce. Al dolore di non sentirsi più chiamare mamma, uno strazio che non auguro a nessuno, si è sommato quello per una situazione vergognosa. La Cintarella peggiora di giorno in giorno, sono disgustata da questa vicenda perché oltre a non avere un figlio morto per andare al lavorare vedo tanti suoi amici, tanti padri si famiglia oggi in pericolo. Non lo accetto».
La signora Di Benedetto insieme al marito Roberto si è fatta da subito promotrice della messa in sicurezza della strada utilizzata ogni giorno dai dipendenti di Telespazio, colleghi di Alessandro, ma anche di tanti residenti dei paesi confinanti. Per questo secondo la mamma del giovane scomparso nel 2013 non si può andare avanti così.
«Quella per me è diventata la strada delle croci, oggi (ieri per chi legge) ne abbiamo messa un’altra», ha continuato la donna, «saranno loro a fare da guard-rail anche perché altrimenti nessuno ci pensa. Non è umanamente possibile che una persona che va a lavoro debba rimetterci la vita e chi ci governa dovrebbe saperlo. Io ho girato il mondo con mio padre e posso dire con certezza che le strade dell’Africa erano oro rispetto alla Cintarella».
La Di Benedetto si è rivolta direttamente agli amministratori, comunali, provinciali e regionali, con un appello accorato per spingerli a superare i cavilli burocratici e risolvere il problema una volta per tutte. I fondi sono stati stanziati e l’accordo è stato siglato tra Provincia e Regione a ottobre, ma da quel giorno, oltre alle lamentele dei dipendenti di Telespazio per una strada con mille trappole, non c’è stato più nulla. È calato di nuovo il silenzio.
«Cosa stanno a fare i soldi in cassaforte? Avviate questi lavori, non si può più rimandare», ha concluso, «io non mi darò pace e lotterò fino a quando la Cintarella non sarà messa in sicurezza».
Eleonora Berardinetti
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