«Il mio viaggio con Hanane tra dolore, lacrime e solidarietà»

23 Novembre 2023

Il racconto dell’infermiere Trapasso che ha accompagnato in Marocco la donna malata: «La comunità di San Benedetto dei Marsi ha dato una lezione di generosità, altruismo e inclusione»

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Ha sentito il peso della responsabilità sulle sue spalle. Ha trascorso una notte insonne pensando e ripensando alla proposta che gli era stata fatta. Alla fine ha deciso di accompagnare Hanane nel suo viaggio verso il Marocco per riabbracciare la figlia. Luca Trapasso, infermiere dell’ospedale di Avezzano, ha deciso di aiutare la donna di origini marocchine, gravemente malata, a tornare a casa. Insieme all’amica di Hanane, Soumia El Alami, ha sostenuto e supportato la donna nel trasferimento dall’hospice di Pescina fino all’aeroporto di Roma Fiumicino e poi in aereo fino a Casablanca.
«Avevo letto la storia di questa donna su Facebook», racconta Trapasso, che si trova ancora in Marocco e rientrerà oggi ad Avezzano dove risiede, «poi ne ho parlato con mio fratello e mia cognata che abitano a San Benedetto e mi sono messo in contatto con Soumia che ha organizzato il viaggio. Devo dire che non è stato facile accettare perché c’era una responsabilità personale e un grande impegno psicologico. Ci ho pensato un giorno e una notte, non ho dormito. Alla fine ho accettato». Il viaggio è stato un desiderio della donna che voleva riabbracciare la figlia di cinque anni, da luglio scorso in Marocco con gli zii. A farlo avverare la generosità dell’amministrazione comunale, della Protezione civile e della Misericordia di San Benedetto e di tutti i cittadini che hanno dato un contributo per pagare il volo e i trasferimenti in ambulanza. «Ho conosciuto Hanane tramite una video chiamata che mi ha fatto una collega Oss, Francesca Rossi, dell’hospice di Pescina», continua l’infermiere, «ci ho parlato e l’ho rassicurata sul fatto che l’avrei accompagnata fino in Marocco. I giorni prima della partenza non sono stati facili per me perché ho sentito forte il peso della responsabilità. Sapevo che sarebbe stato difficile, ma volevo farlo perché anche per esperienze familiari so quanto era importante il desiderio di questa donna».
Lunedì mattina un’ambulanza della Misericordia ha prelevato Hanane dall’hospice di Pescina dove a salutarla c’erano medici, infermieri e il sindaco di San Benedetto, Antonio Cerasani.
«Il viaggio è stato impegnativo», precisa l’infermiere, «Hanane era molto agitata, l’abbiamo monitorata in continuazione e aiutata, per esempio a bere, visto che era distesa e aveva difficoltà. Insieme a Soumia abbiamo sempre cercato di rassicurarla e di tranquillizzarla. Insomma abbiamo dato tutto quello che potevamo. Lei sperava solo di poter riabbracciare la figlia, non pensava ad altro». Dopo il volo fino a Casablanca c’è stato il trasferimento in ambulanza fino alla città di origine della donna. Altre quattro ore di viaggio e poi finalmente l’abbraccio, alle 4 del mattino, con la piccola. «A livello psicologico per me è stato molto coinvolgente», conclude Trapasso, «credo che tutti dovrebbero sapere quello che un’intera comunità ha fatto per questa donna perché è stato un segno non solo di grande generosità, ma anche di altruismo e inclusione. Ho imparato, sulla mia pelle, che l’approccio psicologico nelle patologie oncologiche è fondamentale e con questa esperienza ne ho avuto ancora una volta la prova. Diciamo che Hanane ha avuto bisogno di me, ma anche io forse avevo bisogno di lei».
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