Il mistero della morte del 35enne Cruciani: venne colpito da una sentinella tedesca
Il 20 settembre del 1943, all’aeroporto di Bagno, fu ucciso un uomo, Vittorio Cruciani, di 35 anni. A sparare su di lui è certo che sia stato un militare tedesco a guardia dell’aeroporto (che era...
Il 20 settembre del 1943, all’aeroporto di Bagno, fu ucciso un uomo, Vittorio Cruciani, di 35 anni. A sparare su di lui è certo che sia stato un militare tedesco a guardia dell’aeroporto (che era stato occupato dai nazisti nella settimana successiva all’8 settembre 1943). Il primo
rapporto, stilato da un commissario di polizia, fornì una versione che fu poi smentita dai testimoni e dai familiari dell’uomo. Secondo la questura Vittorio Cruciani, che abitava a Bagno, era uscito di casa tra le 20 e le 21 del 19 settembre “per recarsi a innaffiare un prato di sua proprietà nelle immediate adiacenze del campo di aviazione. Una sentinella tedesca, ritenendolo un malintenzionato, gli sparava contro un colpo di arma da fuoco colpendolo alla regione glutea sinistra. Verso le 4,30 del 20 settembre 1943 il Cruciani dagli stessi tedeschi è stato accompagnato all’ospedale civile dove decedeva alle ore 6”. La versione della moglie dell’uomo fu invece diversa. La donna riferì che il marito, che già lavorava con una ditta che si occupava di manutenzione all’aeroporto, era uscito non la sera precedente, ma prima dell’alba del 20 settembre, proprio “per andare a lavorare con i tedeschi, era il terzo giorno che ci andava”. Cruciani, dunque, doveva essere conosciuto da chi era a guardia del sito. Perché fu colpito resta un mistero che nemmeno un abbozzo di indagine che fu avviata dalla Procura del Regno ha svelato. Il fascicolo è finito con tanti altri nel “faldone della vergogna” nascosto per decenni nei “magazzini” del tribunale e riemerso solo di recente. (g.p.)
rapporto, stilato da un commissario di polizia, fornì una versione che fu poi smentita dai testimoni e dai familiari dell’uomo. Secondo la questura Vittorio Cruciani, che abitava a Bagno, era uscito di casa tra le 20 e le 21 del 19 settembre “per recarsi a innaffiare un prato di sua proprietà nelle immediate adiacenze del campo di aviazione. Una sentinella tedesca, ritenendolo un malintenzionato, gli sparava contro un colpo di arma da fuoco colpendolo alla regione glutea sinistra. Verso le 4,30 del 20 settembre 1943 il Cruciani dagli stessi tedeschi è stato accompagnato all’ospedale civile dove decedeva alle ore 6”. La versione della moglie dell’uomo fu invece diversa. La donna riferì che il marito, che già lavorava con una ditta che si occupava di manutenzione all’aeroporto, era uscito non la sera precedente, ma prima dell’alba del 20 settembre, proprio “per andare a lavorare con i tedeschi, era il terzo giorno che ci andava”. Cruciani, dunque, doveva essere conosciuto da chi era a guardia del sito. Perché fu colpito resta un mistero che nemmeno un abbozzo di indagine che fu avviata dalla Procura del Regno ha svelato. Il fascicolo è finito con tanti altri nel “faldone della vergogna” nascosto per decenni nei “magazzini” del tribunale e riemerso solo di recente. (g.p.)

