Il mondo del rugby per l’addio a Scipioni

Tante vecchie glorie dell’Aquila ed ex nazionali, tecnici e dirigenti nella basilica di San Bernardino
L’AQUILA. Ci sarebbe stata mezza città ieri mattina ai funerali di Luigi “Giggino” Scipioni, deceduto a 73 anni dopo una malattia, se non fosse stato per il coronavirus e il distanziamento sociale. Ma c’erano comunqe molte persone, soprattutto davanti alla basilica di San Bernardino, dove tante vecchie glorie del mondo del rugby aquilano hanno voluto testimoniare la loro vicinanza alla famiglia e dare l’ultimo saluto all’ex rugbista che dalla palla ovale non si era mai separato.
Domenica Giggino Scipioni avrebbe festeggiato il suo onomastico (San Luigi Gonzaga). ma così non è stato.
Nella sua omelia padre Daniele ha ricordato la resurrezione di Lazzaro, mentre distanziati e con le mascherine, in basilica molti avevano gli occhi lucidi fissando la bara coperta dalla maglia numero 13 (il numero indossato da Scipioni da giocatore), la bandiera italiana e l’immancabile vessillo neroverde dell’Aquila Rugby. Della società, di cui Scipioni ha fatto parte fino a quando le condizioni di salute glielo hanno permesso, c’erano il presidente Paolo Mariani, l’ex Vincenzo De Masi e Francesco “Ceccopeppe” Aloisio, amici più che compagni di cordata. E poi tante vecchie glorie, a cominciare da Giarcarlo “Braciola” Vicini, Serafino Ghizzoni, Antonio Di Zitti, Fulvio Di Carlo. E ancora Prosperini, Parisse, Pierluigi Pacifici detto “Campanella”, i fratelli Mauro e Riccardo Zingarelli, Cicone, Pino Lusi, Carlo Del Grande, Pino e Riccardo Fugaro, Gabriele Sorrentino, Vittorini. E poi altri, poco riconoscibili perché nascosti da mascherine e dagli occhiali da sole. Non poteva mancare immagini Luigi Cerroni, presidente del Museo del Rugby e Club Vecchio Cuore Neroverde. (v.p.)
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