Il municipio torna agibile nove anni dopo il sisma

Legnini e la De Micheli al taglio del nastro, sala intitolata a Falcone e Borsellino Il sindaco Di Paolo: la faccia stile Liberty esempio di architettura novecentesca
BARISCIANO. Torna agibile, a quasi nove anni dal terremoto, il municipio di Barisciano, riconsegnato ieri alla comunità del paese con una cerimonia solenne che ha visto la partecipazione di molte autorità, locali e nazionali. Come ha ricordato il primo cittadino Francesco Di Paolo «l’edificio costruito tra il 1910 e il 1913 per volontà dell’allora sindaco Lucifero Tomassetti, il palazzo – disposto su quattro piani, di cui uno interrato che ospitava, anticamente, anche un mulino e un forno – è caratterizzato da una facciata stile Liberty che ne fa uno degli esempi di architettura novecentesca più apprezzabili del comprensorio aquilano». I lavori di recupero e miglioramento sismico dell’edificio, pesantemente danneggiato dal terremoto del 2009, sono durati meno di due anni e sono costati, in totale, 1 milione e 892 mila euro, stanziati in parte (1 milione e 692 mila euro) dal Cipe e in parte (i restanti 200 mila euro) dal Comune. A svolgere il ruolo di stazione appaltante è stato il Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche.
L'INTITOLAZIONE. Il municipio sarà intitolato, per decisione dell’amministrazione comunale, a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Nella sala consiliare è stata posizionata anche una targa con incisa una frase di Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.
LE AUTORITÀ. Tanti i rappresentanti istituzionali al taglio del nastro. Tra di essi, il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, il sottosegretario all’Economia e commissario alla Ricostruzione, Paola De Micheli, il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, il coordinatore della Struttura di missione, Giampiero Marchesi, l’ex ministro Fabrizio Barca. Assente Gianni Letta, al quale ha comunque voluto rendere omaggio Lolli («Peccato non sia presente oggi»). Legnini, invitato da Di Paolo perché, da sottosegretario all’Economia, fu «colui che rese possibile l’individuazione delle fonti di finanziamento della ricostruzione», ha dichiarato che «è stato ingiusto il racconto che ha fatto passare L’Aquila come capitale del malaffare. La giornata di oggi è invece uno dei tanti segnali che ci dicono che la ricostruzione procede in maniera efficace e ordinata». De Micheli: «La discussione sull’Aquila modello? Sciocca e inutile», «Ci sono tante cose della governance della ricostruzione dell’Aquila che abbiamo ripreso e messo sia nelle leggi che nelle ordinanze riguardanti il Centro Italia, come ad esempio il modello degli Utr», ha affermato Paola De Micheli, che però ha definito «sciocca e inutile» la discussione sul “modello L’Aquila” nata all’indomani dei terremoti del 2016.
GLI UTR. E a proposito di Utr, la De Micheli è tornata sulla polemica seguita alla loro soppressione, una decisione che ha spaccato la conferenza dei sindaci del Cratere. Di Paolo, uno dei due coordinatori del tavolo tecnico, è favorevole alla norma, al contrario del suo omologo Sandro Ciacchi, a capo dei frondisti che chiedono invece una proroga fino alla fine del 2018. «È solo una soluzione organizzativa», ha dichiarato il sottosegretario, «ci avviamo alla fase finale della ricostruzione privata e dobbiamo aumentare l’efficienza del sistema. La conferenza dei sindaci continuerà ad avere un ruolo fondamentale». La De Micheli ha annunciato la prossima approvazione di una norma che sbloccherà l’impasse venutasi a creare a causa della sovrapposizione dei due crateri, quello del 2009 e quello del 2016. La ricostruzione di Barisciano In base ai dati forniti dall’Usrc, a Barisciano può dirsi conclusa più della metà della ricostruzione privata: l’80% dei residenti è tornato nelle proprie case mentre le persone ancora ospitate nei map sono 250. Si tratta, per lo più, degli abitanti degli aggregati del centro storico.
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