Il muratore non è stato aggredito: s’allontana l’ipotesi dell’omicidio

24 Ottobre 2021

Eseguita l’autopsia sul 56enne trovato morto in casa, per fare piena luce attesi gli esami di laboratorio Salma restituita ai familiari, ma su disposizione del magistrato non potrà essere rimpatriata in Kosovo

SULMONA. Resta sempre più probabile l’ipotesi del gesto estremo. Pur non sciogliendo tutti i dubbi – manca ancora l’esito degli esami istologici – l’anatomopatologo Ildo Polidoro che ha eseguito l’autopsia nel pomeriggio di ieri sul corpo di Adam Berisha, muratore di 56 anni, kossovaro, residente a Pettorano sul Gizio, rinvenuto cadavere la notte tra mercoledì e giovedì nella sua abitazione di via Vittorio Monaco, sembra escludere l’ipotesi dell’omicidio. Sul corpo senza vita dell’uomo non sono stati rinvenuti segni di colluttazione né di difesa, così come accertato già dagli investigatori intervenuti sul posto. All’interno delle unghie non sono stati trovati frammenti di pelle o altri residui che di solito restano depositate sulle mani della vittima al termine di una lite o di uno scontro con terze persone. Per cui, secondo Polidoro, la tragica fine del 56 enne non sarebbe stata provocata da altri. Le modalità del probabile suicidio sono ancora da chiarire. Probabilmente l’uomo avrebbe utilizzato un cavetto per ricaricare il telefonino a mo’ di cappio, stringendolo forte al collo fino a strangolarsi.
La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo contro ignoti. A conclusione dell’esame autoptico il sostituto procuratore Edoardo Mariotti ha rilasciato il nulla osta ai familiari per la celebrazione dei funerali, ordinando il divieto del rimpatrio della salma per un periodo di tempo, almeno fino all’esito degli esami istologici. Fin dal primo momento i carabinieri avevano giudicato improbabile un omicidio consumato tra le mura domestiche. Tant’è che dopo un lungo interrogatorio eseguito all’interno della caserma di Pettorano, sia il figlio di Berisha che la nuora, che si trovavano con la vittima all’interno della casa al momento della tragedia, da parte della Procura non sono stati adottati provvedimenti di alcun tipo nei confronti della coppia, comunicando loro soltanto di restare a disposizione come persone informate dei fatti. Secondo gli avvocati Maria Tornifoglia e Francesco Cantelmi, che assistono la famiglia kossovara, i due coniugi insieme al figlio e nipote della vittima che ha soli 10 anni, risultano parti offese nella vicenda giudiziaria. Tutto si è verificato nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi. «Stavamo dormendo nel piano terra quando abbiamo sentito un tonfo provenire dal piano superiore», ha raccontato la nuora al Centro, «mio marito è corso a controllare e ha trovato il padre esanime disteso sul pavimento. Subito abbiamo chiamato i soccorsi e dopo poco sono arrivati i carabinieri».
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