«Il nostro ospedale non si tocca» L’altolà della piazza alla Regione

27 Novembre 2023

E Verì risponde: «Solo strumentalizzazioni, l’Umberto I rimodulato per passare il vaglio del ministero» Ma Giovagnorio replica davanti ai 300 manifestanti: «L’assessore si nasconde dietro i motivi tecnici»

TAGLIACOZZO. La popolazione è scesa in piazza. Era inevitabile che il malumore per i tagli previsti dalla nuova rete ospedaliera per l’ospedale di Tagliacozzo si trasformasse in protesta. Più di trecento persone (secondo le forze dell’ordine) hanno invaso ieri mattina piazza Duca degli Abruzzi per lanciare un segnale forte alla Regione: «Ospedale e pronto soccorso non si toccano». Così c'era scritto in uno dei numerosi cartelli che capeggiavano tra la folla. Oltre a comuni cittadini, comitati, associazioni, sindacati e studenti c’erano anche sindaci, amministratori dei Comuni, esponenti della Regione e del Parlamento.
Una manifestazione che ha convinto l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì a rompere il silenzio sulla questione: «Abbiamo rimodulato l’assetto dell’ospedale affinché passasse al vaglio del ministero». Una presa di posizione che per molti ha il sapore di una giustificazione. «Vuole nascondere, dietro motivi tecnici, scelte squisitamente politiche», ha replicato il sindaco Vincenzo Giovagnorio, «perché in nessun passo del decreto 70 del 2015 è scritto che debbano essere soppressi gli ospedali post-acuzie nelle reti ospedaliere».
Verì, che ha parlato di «strumentalizzazione politica di alcune forze di Tagliacozzo», ha spiegato come il Piano sia «coerente con gli standard del decreto 70» e per tale motivo l’Umberto I è prevista «la valorizzazione e il potenziamento di importanti nodi assistenziali, come diabetologia, radiologia, emodialisi e laboratorio analisi». Il pronto soccorso diventerà invece “Primo accesso h24”. Ha sottolineato poi la presenza di «15-20 posti letto per ricovero di pazienti con riacutizzazione di patologie croniche» e un «incremento di 12 posti letto, fino a 52, di cui 17 dedicati al recupero e riabilitazione ad indirizzo cardiologico e polmonare».
La protesta però riguarda il declassamento dell’ospedale a stabilimento. «Verì vorrebbe indorarci la pillola», ha replicato Giovagnorio, «e la verità è che il ministero non ha formalizzato in alcun documento o verbale la necessità di togliere il codice ospedaliero dalla rete per Tagliacozzo. Ma l’assessore naturalmente fa finta di non capire e di non sentire. Gli altri servizi elencati dalla Verì sono già efficienti».
Tanti gli interventi di sindaci e rappresentanti dei Comuni montani (Carsoli, Capistrello, Luco dei Marsi, Magliano dei Marsi, Cappadocia, Pereto, Oricola, Sante Marie, Castellafiume, Massa d’Albe, Cerchio, Aielli, Collarmele, San Vincenzo Valle Roveto). Il presidente regionale dell’Unione nazionale Comuni montani (Uncem) Lorenzo Berardinetti ha evidenziato come l’ospedale di Tagliacozzo sia per il territorio «un punto di riferimento che non può e non deve essere declassato. Insieme al sindaco Giovagnorio e agli altri colleghi sindaci, al senatore Michele Fina, ai comitati e ai cittadini abbiamo detto a gran voce che ci rifiutiamo di essere trattati come abruzzesi di serie B». Secondo Fina, «la mobilitazione contro il folle proposito della giunta Marsilio ha saldato voci e rappresentanti di un territorio ben più ampio di quello comunale di Tagliacozzo, a dimostrazione dell’importanza e della centralità di questa struttura». Contro la decisione che ridimensiona l’Umberto I a “stabilimento” sono intervenuti i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto e Giorgio Fedele.
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